Nuova protesta al cantiere Tav di Chiomonte: razzi contro le forze dell'ordine

L'ira di Salvini: "Ora basta"

La protesta della sera precedente

A distanza di un solo giorno dalla protesta di venerdì sera, 19 luglio 2019, a Chiomonte, con la Digos che ha denunciato 50 persone, tra appartenenti al movimento No Tav e al centro sociale Askatasuna, anche nella serata di sabato, 20 luglio 2019, i partecipanti dell'annuale "Campeggio Studentesco No Tav", in corso di svolgimento a Venaus, si sono ritrovati nel campo sportivo di Giaglione e in corteo - attraverso il sentiero Gallo Romano - hanno raggiunto la cancellata metallica che separa l'area di  di interesse strategico nazionale del cantiere Tav.

Come la sera precedente, per tutto il tempo hanno intonato slogan e cori contro l'opera e contro le forze dell'ordine, prima di incendiare nuovamente la zona con legno e altro materiale infiammabile. E provando, inoltre, ad usare un tronco in legno come ariete per tentare di sfondare la porta della cancellata metallica del cantiere di Chiomonte, oltre a provare a creare un varco con un flessibile elettrico.

Una quindicina di attivisti, ha ripetutamente lanciato grosse pietre, petardi, bombe carta e razzi da segnalazione nautica.

Venti le persone riconosciute dalla Digos, che ora verranno denunciate per violazione del provvedimento prefettizio e per accensioni pericolose. Inoltre, due di questi saranno deferiti all’autorità giudiziaria per inottemperanza al “foglio di via obbligatorio” dal comune di Giaglione, tra cui una militante catanese e un esponente di Askatasuna.

E ora verranno anche vagliate le immagini di videosorveglianza, per trovare i responsabili del lancio del razzo di segnalazione, che ha provocato un principio di incendio nella vicina area boschiva, subito spento.

L'ira di Matteo Salvini: "Ora basta. Tolleranza zero per i criminali"

Non si è fatto attendere il commento da parte del vice premier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini: "Chi attacca la polizia e il cantiere della Tav in Val Susa attacca tutta l’Italia: le divise sono il simbolo di chi difende la sicurezza dei cittadini perbene, l’Alta Velocità è l’emblema di un Paese che vuole andare avanti e non indietro. Nessuna tolleranza per questi criminali. Spero in condanne inequivocabili, da tutti gli schieramenti politici. Basta ambiguità: ora controlli a tappeto, arresti e accelerazione dei lavori".

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