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Cota: "Assalti al cantiere sono atto di guerra". Lupi: "Inaccettabile quanto successo"

Il governatore della Regione Piemonte: "Gli attacchi un atto di guerra; per ridurre gli scontri bisogna rispettare i tempi dell'opera". Maurizio Lupi: "Inaccettabile quanto successo"

“Un vero e proprio atto di guerra”. Il governatore della Regione Piemonte Roberto Cota non usa mezzi termini per definire l’attacco di questa notte al cantiere di Chiomonte, nel quale gli attivisti No Tav hanno sparato razzi e bengala con rudimentali mortai e tagliato le recinzioni. "Il governo – continua Cota –  invii rinforzi e si faccia carico del problema", aggiunge il governatore annunciando, a margine di una conferenza stampa, l'intenzione di chiamare il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "Chiederò ad Alfano - conclude - di attivarsi per monitorare il fenomeno".

Cota, che la scorsa settimana si è recato a Roma per in contrare il ministro Maurizio Lupi, spiega in conferenza stampa: "La scorsa settimana sono andato a Roma per dare un segnale, quello che tutti gli impegni vendono mantenuti e che l'opera si fa". Per il governatore, il modo ottimale per ridurre gli scontri in Valle è quello di "di rispettare i tempi di realizzazione dell'opera".

Un commento arriva anche dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Lupi: "I teppisti e i violenti vanno unanimemente condannati e isolati. Quanto è successo questa notte è inaccettabile e intollerabile. I trenta delinquenti che hanno assaltato un cantiere della Tav devono sapere che la loro violenza non fermerà un'opera fondamentale e strategica per l'Italia e per l'Europa".

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