Insultano i civich su Facebook: risarcimento economico e una lettera di scuse per evitare la condanna

Ad un ufficiale e un agente

Immagine di repertorio

Due utenti di Facebook, di Rivoli e Alpignano, sono stati costretti a risarcire un ufficiale e un agente della polizia municipale di Rivoli per diffamazione. 

I fatti sono avvenuti nel gennaio del 2019, anche se la conclusione è arrivata solamente oggi, martedì 18 febbraio 2020, al termine della seconda udienza in tribunale, quando i due hanno optato per una transazione, composta da un risarcimento economico e una lettera di scuse. Evitando così una condanna più che certa per diffamazione: tramite social, per la Cassazione, secondo una recente sentenza, è da ritenersi addirittura aggravata in quanto “potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di persone”, come spiega la giurisprudenza. 

I due avevano commentato sui social il post di un altro utente - sulla pagina “Sei di Rivoli se” - che era stato sanzionato per divieto di sosta in via Rita Levi Montalcini a Rivoli. 

Ma al post seguivano diversi commenti, tra i quali quello di una cittadina rivolese: “poi chiami per un’emergenza reale e non ci sono mai. Bomberoni”. E di un cittadino di Alpignano: “Quanto ti capisco... la divisa rende un uomo coglione”.

Sia l'ufficiale sia l'agente avevano deciso di querelare i due "leoni da tastiera", con questi ultimi che venivano rinviati a giudizio.

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