Protesta all'Università: vernice rossa contro i locali della futura banca

Dopo il fast food e la piadineria

La protesta degli antagonisti

Azione di protesta, nella notte fra mercoledì 25 e giovedì 26 settembre 2019, fuori dalla palazzina Aldo Moro, in piazzale Aldo Moro, dove è stata gettata della vernice rossa sulle vetrate dello spazio dove, fra poco tempo, verrà aperta la filiale della "Banca Alpi Marittime".

Gli antagonisti hanno voluto rimarcare, ancora una volta, il loro "no" alla vocazione commerciale della palazzina, che già ospita il "Burger King" e la "Piadineria Italiana".

"La palazzina è uno spazio di proprietà dell'Università di Torino che, però, attraverso un accordo pubblico privato, sara gestito da una azienda privata per circa 30 anni. Questa azienda, oltre a fare aule studio e qualche residenza ha affittato il 40% degli spazi a negozi di vario tipo. Praticamente l'Università di Torino sta diventando un centro commerciale. Ma come è possibile che gli studenti di Scienze Umanistiche non abbiano mense gratuite, aule studio con posti sufficienti e vengono costruite delle banche? Le banche sono alcune di queste aziende che entrano in università finanziando la #ricerca e modificandola secondo le loro esigenze competitive, oppure traggono profitto dall'apertura di nuovi conti o commissioni di prelevo, aprendo una filiale dentro l'università. Oppure, addirittura, concedendo prestiti per pagarsi gli studi agli studenti in difficoltà economiche. Lo stravolgimento del diritto allo studio in sostanza. Questi cambiamenti dell'Università che toccano in modo molto pesante anche UniTo non fanno gli interessi degli studenti ma soltanto quello delle aziende private che lucrano sugli studenti in difficoltà, lucrano su chi non si porta il pranzo da casa, lucrano sulla conoscenza dei ricercatori. Noi diciamo 'no' a questo tipo di modello universitario. Diciamo 'no' alle banche dentro l'Università e 'sì' ad una Università accessibile a tutti, con borse di studio, mense gratuite, aule studio sufficienti, scevra dalle logiche di profitto delle multinazionali e delle banche", sostengono gli antagonisti.

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