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Venerdì, 7 Ottobre 2022
Cronaca Centro / Piazza Castello, 201

Vertice sulla sicurezza in Val di Susa: a Torino arriva il Ministro Lamorgese. E i No Tav scendono in piazza

Il sindacato della polizia: "vietare le manifestazioni nel raggio di 20 km"

Domani mattina, lunedì 9 agosto 2021, a Torino arriverà il Ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, che parteciperà, attorno alle 11, in Prefettura al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.

Il Ministro arriva a Torino a distanza di pochi giorni dall'ultima protesta del Movimento No Tav a Giaglione, dove tre agenti erano stati feriti. Agenti che domani incontreranno proprio Lamorgese. 

E i No Tav occuperanno la zona della Prefettura, ovvero piazza Castello, per protestare: "Scenderemo in piazza con una delegazione per portare altre immagini. Non quelle che mostrano i media ma quella dei territori, delle persone che vivono la Val Susa. Ovvero volti sfigurati dalla violenza della polizia, natura stuprata dalle ruspe e criminali, non pecorelle che con una divisa e uno stipendio impunemente lanciano proiettili e sassi sui No Tav. L'arrivo del Ministro è un evento assai inconsueto, un incontro ai massimi livelli che la dice lunga su come lo Stato italiano intenda l’emergenza sicurezza. Non ricordiamo infatti di aver visto la ministra in trasferta per far sentire che le istituzioni ci sono in occasione dello scioglimento di intere giunte comunali per mafia o per le numerosi morti sul lavoro di operai: il nemico pubblico sono i No Tav. Andrà quindi in scena un "siparietto" con cui la ministra viene a pagare il suo pegno ai sindacati di polizia dopo la “caporetto” dell’ordine pubblico che è andata in scena il 30 luglio a Chiomonte, tutto per cercare di rappresentare su un palco artificiale e "istituzionale" la favoletta de "le pecorelle indifese" delle forze dell’ordine", spiegano i manifestanti dal loro canale Facebook. 

“Bene, anzi benissimo la visita anche del Capo della Polizia, Lamberto Giannini, lunedì a Torino, come segnale di vicinanza ai Poliziotti impegnati sul territorio, specialmente al cantiere della Tav. Noi contribuiremo a che questa vicinanza possa essere concreta e tangibile avanzando a chi governa, per il suo tramite, precise proposte per contrastare questa delirante situazione di ripetuti e sempre più gravi attacchi di chiaro stampo para-terroristico, che va avanti da anni frenando un’opera pur stabilita dal Paese, con conseguenze pesantissime sugli operatori della sicurezza. Nessuno deve più avvicinarsi al cantiere, dove gli attacchi hanno anche un valore altamente simbolico”.     

Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia, in vista della visita di lunedì a Torino del Capo della Polizia, Lamberto Giannini. Presente in Prefettura anche il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, a pochi giorni dagli ultimi gravi attacchi contro le forze dell’ordine registrati al cantiere della Tav.

“Noi – afferma il Segretario provinciale Fsp Torino, Luca Pantanella - chiediamo un cambio di strategia nei confronti della vigilanza al cantiere Tav, che è ormai la palestra d’Europa per la lotta antagonista. Sono passati oltre 10 anni da quando, per liberare l’area, le forze dell’ordine ebbero più di 200 feriti in pochi giorni, ma in tutto questo tempo abbiamo assistito a continui attacchi, con numerosi feriti fra i nostri. Il Governo esca dall’ambiguità e dica se la Tav è un’opera strategica per la nazione o se si vuole solo perdere tempo, in quanto le forze e le risorse impegnate per un gruppo sparuto di delinquenti sono impressionanti. Di certo i continui attacchi, i danneggiamenti al cantiere, il tendere cavi d’acciaio e i chiodi sull’autostrada sono da ritenersi attacchi terroristici e vanno trattati come tali. Non possiamo continuare a subire feriti restando in un bosco dove rischiamo di continuo agguati, muniti solo di lacrimogeni che non spaventano nessuno, servono strumenti adeguati che infatti hanno le altre polizie europee, come ad esempio i proiettili di gomma. Bisogna inoltre evitare – conclude Pantanella - che i criminali raggiungano i limiti territoriali del cantiere, ed è quindi necessario vietare le manifestazioni nel raggio di 20 km, nonché potenziare il nostro servizio d’intelligence affinché si prevengano atti criminali e si isolino i facinorosi”.

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