Blitz No Tav fuori da una delle ditte che ha vinto gli appalti per il cantiere di Chiomonte

"Finanziare Welfare, Istruzione e Sanità"

La protesta davanti alla Borio di Borgaro

Una rappresentanza dell’Assemblea Torinese No Tav Torino e Cintura si è radunata questa mattina, giovedì 23 luglio 2023, davanti ai cancelli della ditta "Borio srl" di via Veneto a Borgaro. 

Ovvero l'azienda che si è vista aggiudicare - insieme alle aziende Ecoval srl e IG Ingegneria Geotecnica - due appalti che riguardano i lavori di protezione e mantenimento dei cantieri italiani e il supporto logistico alle forze dell’ordine per tutta la durata dei lavori a Chiomonte per la linea Torino-Lione.

"Borio complice della devastazione in Val Susa. Finanziare Welfare, Istruzione e Sanità. Non grandi opere inutili! No Tav", si legge nello striscione esposto dai presenti all'iniziativa di protesta.

"Oggi vogliamo far emergere la complicità di questa azienda che da molti anni fa parte del sistema Tav, partecipando ai lavori dei cantieri di Chiomonte per la nuova linea Torino Lione: un'opera che è stato dimostrato più volte essere inutile, costosa e che devasta le montagne della Valle di Susa e l’ambiente.

Il post-pandemia è iniziato subito con i nuovi lavori per l’allargamento del cantiere, dimostrando quanto si preferisca spendere soldi pubblici per un’opera inutile invece che per sanità, cassa integrazione, istruzione o welfare. Ormai da un mese gli attivisti NoTav resistono al presidio dei mulini in Clarea, ostacolando l’allargamento del cantiere e portando avanti azioni di solidarietà, di lotta e di resistenza.

La Valle è assediata da un’ingente militarizzazione, più di 1200 uomini e donne delle forze dell’ordine sono state schierate per contrastare la solidarietà del movimento. Sin dal primo cancello innalzato, sin dal primo centimetro di montagna scavato noi abbiamo saputo di avere ragione. 

La crisi sanitaria ha evidenziato le storture di questo sistema utile a pochi e dannoso per molti: migliaia di persone sono morte a causa della mancanza di posti letto di terapia intensiva e di personale sanitario ed ora siamo sull’orlo di una crisi sociale senza precedenti. In questo momento storico meno che mai possiamo accettare che le priorità siano la costruzione di grandi opere che non hanno nessuna utilità se non quella di far lucrare mafie e ricchi imprenditori.

Quante case popolari, quanti ospedali, quante scuole, quante università e residenze studentesche pubbliche si sarebbero potute costruire senza lo spreco immane dei soldi pubblici che vengono invece regalati senza problemi alle aziende private come questa, che sono complici della distruzione della val Susa?", denunciano gli attivisti.

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