Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Barriera di Milano / Corso Taranto

Due omicidi dopo la rapina al portavalori: annullata condanna all'ergastolo

Processo da rifare

La Corte di Cassazione ha annullato la condanna all'ergastolo per Antonino Giambò, ritenuto responsabile degli omicidi, avvenuti a Torino, di Pietro Tevere e Cosimo Vasile. Nella mattinata di oggi, venerdì 6 luglio 2018, i giudici hanno deciso che dovrà essere celebrato un nuovo processo solo per lui (difeso dagli avvocati Nicola Ciafardo e Mauro Ronco), visto che la condanna a cinque anni e dieci mesi per un secondo imputato (difeso dall'avvocato Roberto De Sensi) accusato di ricettazione e violazione della legge sulle armi è stata confermata.

A decidere sul destino di Giambò sarà di nuovo la Corte d'appello di Torino, naturalmente con un collegio diverso da quello precedente che aveva confermato l'ergastolo inflittogli nel processo di primo grado.

Gli omicidi

Pietro Tevere, 39 anni, fu ucciso con un colpo di pistola alla nuca e trovato nel bagagliaio della sua auto il 7 gennaio 2012 nella zona di corso Vercelli. Cosimo Vasile, 48 anni, fu invece freddato da tre fucilate al volto il 5 gennaio 2013 nella zona di corso Taranto.
Gli inquirenti ritengono che il duplice delitto fosse stato un regolamento di conti nell'ambito della malavita. Il movente, in particolare, sarebbe una lite sui proventi di una rapina a un portavalori avvenuta nel Canavese fra il 21 e il 22 settembre del 2011, quando un gruppo di banditi si impadronì di tondelli preassemblati, destinati alla Zecca dello Stato per la produzione di monete, per un valore complessivo di quattro milioni di euro.

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