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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Cronaca

La maestrina di Torino che s'innamora di un uomo, gli intesta l'eredità da 4 milioni di euro e poi muore: via al processo

Per circonvenzione d'incapace

Una maestra, un assicuratore, un colpo di fulmine nonostante lui fosse sposato e avesse ben tre figli. Un amore intriso sì di passione ma anche di tanti buchi neri. Fino alla morte di lei e una eredità milionaria.

Sulle prime potrebbero sembrare i cardini di un romanzo d'amore e giallo contemporaneamente. E invece è una storia vera, avvenuta a Torino.

I fatti avvengono tra il 2016 e il 2018. Protagonisti sono una maestra, Giuseppina Romani, poi morta a soli 59 anni nel 2018; e Gianni, un assicuratore più giovane di lei di cinque anni, sposato ma con una grande passione per le donne.

I due si innamorano e iniziano una relazione. E talmente lei era innamorata che decide di andare dal notaio e indicarlo quale erede universale di tutti i suoi beni. Per una cifra che si aggira, euro più, euro meno, sui 4 milioni di euro abbondanti, tra alloggi e denaro.

E ora Gianni deve rispondere dell'accusa di circonvenzione di incapace davanti al tribunale di Torino, dove è iniziato il processo. 

La donna, prima di morire, confidò ad un vicino di casa di nutrire dubbi sui sentimenti che provava l'uomo per lei. Soprattutto visti i comportamenti che aveva nei suoi riguardi: tre visite relativamente veloci durante la settimana e niente più. Nonostante, stante a quanto lei scriveva su un diario, le avesse promesso una "vita insieme". 

E poi c'è la testimonianza della donna delle pulizie, alla quale confidò di voler cambiare il testamento e di volerlo lasciare. Ma il giorno successivo quella confidenza, ecco la morte della Romani. 

Due mesi dopo la sua morte, in Procura arriva una lettera anonima. E per Gianni iniziano i guai: prima l'indagine per omicidio, finita in una bolla di sapone: nonostante la salma sia stata riesumata per l'autopsia di rito, era passato troppo tempo per poter effettuare determinati approfondimenti. E l'accusa viene archiviata.

Ma non quella per circonvenzione di incapace. Almeno stante le accuse mosse dal pm torinese Giulia Rizzo, che sottolinea come Gianni abbia approfittato della vulnerabilità della Romani. A tal punto da farsi prestare i soldi per acquistare un appartamento per lui e la moglie. "Trattandola come un bancomat", come la maestra riporta nel suo diario. 

Al momento nessuna versione dei fatti da parte dell'uomo, ultimo a vedere in vita la Romani, e attualmente a tutti gli effetti erede universale, nonostante l'intero patrimonio sia ora sotto sequestro. 

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