Pane, olio e altri beni primari con i prezzi gonfiati del 200%: denunciato titolare

Controlli della Guardia di Finanza

I controlli dei finanzieri nel supermercato

Pane e olio, dall'oggi al domani, nel supermercato "Conad City" di via Caporal Cattaneo, 65 a Favria, sono più che raddoppiati. 

E persino le colombe pasquali, dolce tipico di questo periodo, dai 3 euro sono passate a ben 7 euro.  

Praticamente tutti i beni di prima necessità - e non solo - hanno avuto una lievitazione dei prezzi pari al 200%.  

E' quanto ha scoperto la Guardia di Finanza della Tenenza di Lanzo, impegnata in questi giorni nel controllo di esercizi commerciali per verificare il rispetto delle normative vigenti in materia di contenimento del Coronavirus. 

I finanzieri, entrati nel supermercato per le verifiche di rito, hanno subito notato come mancasse il classico "volantino delle offerte", trovato dagli inquirenti solamente tramite internet, mediante il sito della famosa catena nazionale di distribuzione.

I Finanzieri hanno appurato che quasi tutti i prodotti, considerati “in offerta” dal circuito commerciale del quale fa parte il punto vendita, avevano subìto un notevole quanto immotivato incremento del prezzo, anche fino ad oltre il 200% rispetto al costo previsto dalle offerte dettate dal marchio nazionale di riferimento.

Non solo. Durante i controlli è anche emerso come il responsabile del punto vendita continuasse a vendere merci che i Decreti emessi dal Governo per ridurre le code nei supermercati proprio per evitare il diffondersi del "Covid-19" avevano considerato "non di prima necessità".

Inevitabile la denuncia alla Procura della Repubblica di Ivrea per “manovre speculative su merci”. Ora rischia fino a tre anni di reclusione e sanzioni per 25mila euro. Il commerciante è stato anche denunciato per aver venduto prodotti non necessari, così come prevede il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nonostante le infrazioni, il supermercato rimarrà aperto proprio per l'emergenza legata al Coronavirus. Anche per questo motivo, i finanzieri hanno chiesto alla Procura di Ivrea di evitare il sequestro delle merci. Che torneranno a costare il giusto prezzo. 

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