Paura nel reparto di medicina: paziente colto da raptus spacca una finestra

La denuncia del sindacato

L'ospedale di Ivrea

Attimi di tensione, nella serata di lunedì 6 gennaio 2020, all'interno dell'ospedale di Ivrea. 

Un paziente psichiatrico, infatti, ha rotto una finestra del reparto di medicina, seminando il panico nelle diverse stanze e tra il personale sanitario.

In piazza Credenza 2 è arrivata così la polizia: a scopo precauzionale, tre pazienti sono stati trasferiti in un altro reparto per via della finestra rotta.

Da quanto è stato ricostruito dalla stessa polizia, l'uomo aveva già creato problemi, nei giorni precedenti, all'ospedale di Cuorgné.  

A denunciare l'accaduto è stato il sindacato Nursind, che ha nuovamente reso nota la carenza di personale nel reparto di medicina dell'ospedale di Ivrea, chiedendo un incontro nel breve periodo con l'azienda sanitaria dell'Asl To4.

«Anziché essere ricoverato nel reparto di psichiatria o comunque in un ambiente protetto, è stato destinato al reparto di medicina generale che conta 44 posti letto. Quanto è accaduto ieri sera è di una gravità inaudita. Prima o poi qui si rischia che ci scappi il morto. Non comprendiamo come sia possibile che un paziente altamente aggressivo venga ricoverato in un reparto di medicina generale, dove la carenza di personale la fa da padrone ormai da diverso tempo.  Per fortuna grazie alla capacità del personale presente in turno la situazione non è degenerata, ma il rischio per gli altri pazienti e per gli stessi operatori è stato elevatissimo.  Altri tre pazienti presenti in quella stanza resa inagibile,  sono stati trasferiti presso altri reparti. Il reparto di Medicina di Ivrea è una realtà difficilissima dove gli operatori presenti si stanno facendo quotidianamente in quattro per mandare avanti il servizio , nonostante da mesi attendono invano più personale. E a peggiorare la situazione si è messo di mezzo anche  l'iperafflusso. Inoltre di notte sono  presenti solo due infermieri e un OSS per 44 pazienti. È una vergogna. Di questo passo porteremo tutto in Procura», spiega Giuseppe Summa, del Nursind.

Sulla questione è intervenuto anche il segretario regionale Nursind Piemonte, Francesco Coppolella. «Il fenomeno delle aggressioni al personale nei luoghi più a rischio come il pronto soccorso, ma anche i reparti di degenza sta evolvendo spaventosamente e pericolosamente. Certi luoghi di cura sono diventati zona franca. Bisogna intraprendere interventi legislativi urgenti oltre a prevedere posti di polizia o personale addetto alla sicurezza nei luoghi più  a rischio. Ricordiamo che le aziende sono responsabili della sicurezza del personale e non si può far finta di nulla».

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