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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca San Paolo / Via Pollenzo, 37

Dopo 31 anni si risolve l'omicidio del bar "I Tre Moschettieri"

L'autore ammette le colpe

Ha aspettato 31 lunghi anni prima di chiedere di poter parlare con la polizia ed ammettere di essere l'omicida di Roberto Rizzi, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 20 maggio del 1987 all'interno del bar "I Tre Moschettieri" di via Pollenzo 37 a Torino.

Vincenzo Pavia, ex collaboratore di giustizia, dopo essersi preso le colpe per altri otto omicidi negli anni '90, nel giugno scorso ha deciso di ammettere anche l'uccisione di Rizzi.

Quel giorno, Pavia era entrato in azione per conto di Saverio Saffiotti. L'obiettivo, però, doveva essere "Franco il Rosso", al secolo Francesco Di Gennaro. 

Dopo l'esecuzione, era tornato in auto, alla guida della quale c'era Saffiotti. 

Il giorno dopo, leggendo il giornale, Pavia si rese conto che la persona che aveva assassinato non era "Franco il Rosso”, ma Rizzi, che niente aveva a che fare con la malavita. Un vero e proprio scambio di persona, dettato dal fatto che sia Rizzi sia Di Gennaro frequentavano lo stesso bar. 

Le dichiarazioni fatte da Pavia hanno portato la Squadra Mobile a riprendere i faldoni del "cold case" e riaprire le indagini. 

Dell’omicidio dovrà rispondere solamente Pavia, visto che Saffiotti è stato assassinato il 25 giugno del '92 per volontà del suo ex “sodale”, Salvatore Belfiore. Ovvero il fratello del boss Domenico Belfiore, esponente di spicco dell'Ndrangheta, condannato in via definitiva all’ergastolo per aver preso parte all’omicidio del Procuratore della Repubblica Bruno Caccia.

"Franco il Rosso” era stato assassinato, sempre al bar "I Tre Moschettieri" il 24 agosto del 1988 ad opera di appartenenti al gruppo Belfiore-Saffiotti.

 

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