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I carabinieri in azione a Caselle e Venaria

I carabinieri in azione a Caselle e Venaria

Capannoni, officina e bar vicino al parco regionale: erano tutti abusivi

Nove persone denunciate

Officine, discariche e bar del tutto abusivi. Capannoni e stoccaggi di materiali realizzati senza autorizzazioni di legge.

Questo e molto altro nel blitz effettuato dai carabinieri della compagnia di Venaria, lo scorso 16 aprile, fra strada della Baschiera e via Stefanat. Ovvero nella zona di pre parco regionale de La Mandria che confina tra Venaria e Caselle. 

Nove le persone denunciate. Come i due imprenditori di Torino e Brozolo, rispettivamente di 63 e 46 anni, perché dopo i controlli - effettuati alla presenza dei tecnici dell’Asl To3, del personale dell’ufficio tecnico di Venaria e Caselle, della polizia locale e del nucleo cinofili dei carabinieri di Volpiano - è stato scoperto come avessero messo in piedi una officina completamente abusiva, con annesso stoccaggio di pneumatici, olii minerali esausti e parti di autovetture. 

Due capannoni industriali abusivi sono stati trovati sempre nella zona di via Stefanat e di strada Baschiera, con un italiano classe 1963 e una torinese classe 1964 che sono stati denunciati per abuso edilizio.

Una zona di stoccaggio abusiva è stata scoperta anche all’interno di una ditta di ricambi usati per auto di via Stefanat, dove sono stati trovati ingenti quantitativi di batterie per auto, pneumatici e scocche di autovetture, stoccati senza le autorizzazioni di legge. Nei guai è finito un egiziano del 1988, titolare della ditta. 

In strada Baschiera, una donna di 42 anni di Torino è stata denunciata perché nella sua proprietà sono stati trovati 35 metri cubi di materiale edile di risulta.

Una 39enne di Fiano è stata denunciata perché ha allestito, in un’area ricreativa di sua proprietà, un bar del tutto abusivo e in assenza dei requisiti di pulizia e di sanificazione dei luoghi.

Sempre in via Stefanat, i militari hanno denunciato un pensionato di 72 anni e la moglie di 65 anni, entrambi residenti a Fiano, perché dai controlli è emerso come all’interno della loro proprietà, di 80mila metri quadri, avevano dato vita ad una discarica abusiva contenenti ben 300 tonnellate di rifiuti urbani e pericolosi, alcuni già dati alle fiamme. Inoltre, è stato anche scoperto come abbiano tolto i sigilli su alcune opere abusive che erano state sequestrate nel novembre del 2017 dal tribunale di Torino, che nella circostanza li aveva anche nominati custodi.

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