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Cronaca

Il Toro dice addio a Gustavo Giagnoni, il mister con il colbacco

Aveva 86 anni

Il 2018 sarà ricordato a lungo in casa granata. Non tanto per i risultati sul campo, quanto per la scia di lutti che lo sta caratterizzando.

Perchè dopo la morte di mister Emiliano Mondonicoquella di Sauro Tomà, ultimo superstite di Superga, e quella di Carla Maroso, la vedova di Virgilio Maroso, campione del Grande Torino, ieri sera è arrivata la triste notizia della morte di Gustavo Giagnoni, l'allenatore con il colbacco, che allenò i granata dal 1971 al 1974.

Aveva 86 anni, ed è morto nella sua casa di Mantova, dove aveva messo le radici dopo un girovagare da nord a sud Italia, isole comprese, da calciatore e da allenatore. 

Nato ad Olbia il 23 marzo 1932, dopo aver giocato a calcio anche in serie A, tra le file del Mantova, nel ruolo di difensore, aveva poi iniziato la carriera da tecnico, portando i granata al secondo posto - per un punto sulla Juventus - nel campionato 1971-72 e nella di Lega Italo-Inglese, arrivando anche alla semifinale di Coppa Italia e ai quarti di Coppa delle Coppe. Poi, nel 72-73, arriva un sesto posto in campionato e le fugaci apparizioni in Coppa Italia, Coppa Uefa e Coppa Anglo-Italiana. Nell'ultima stagione in granata, nel 1973-74, il quinto posto e i 32esimi di Coppa Uefa.

A Torino, sponda granata, verrà ricordato per un derby. Esattamente quello 9 dicembre del ‘73, perso per una rete di Cuccureddu, che andò ad esultare proprio davanti alla panchina di Giagnoni.

Giagnoni che, presò dalla rabbia, lo colpì con un pugno. 

"Arrivai all’allenamento che tremavo. E quando vidi una folla enorme di tifosi davanti al campo, mi spaventai. Scesi dalla macchina che ero un cencio, ma appena la gente mi vide, cominciò a inneggiare, a battermi le mani, a sollevarmi di peso. Mille persone in tripudio per me e solo perché avevo steso uno juventino. Mi commossi”, raccontò anni dopo.

Anche il Torino ha reso omaggio alla figura di Giagnoni: "Erano gli anni del tremendismo granata e lui, l'allenatore con il colbacco, seppe esaltare quell'orgoglioso senso di appartenenza sfiorando con il Toro lo scudetto nella stagione 1971-72 e ponendo le basi per la vittoria del campionato nel 1976. In carriera - conclude la nota apparsa sul sito granata - ha forgiato generazioni di giocatori: nel 1982-83, a Cagliari, anche Walter Mazzarri che oggi lo ricorda con grande riconoscenza".

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