Addio a Andrea: una vita intera dedicata all'hockey su ghiaccio

Aveva solamente 52 anni

Andrea Chiarotti

Il mondo sportivo, in particolar modo quello paralimpico - nazionale ed internazionale - è in lutto per la morte di Andrea Chiarotti, storico capitano della nazionale paralimpica di hockey su ghiaccio, che debuttò proprio alle Olimpiadi di Torino 2006.

Chiarotti aveva 52 anni e da un anno combatteva contro un tumore: è morto questa notte, venerdì 8 giugno, a Torre Pellice.

Una vita intera dedicata all’hockey su ghiaccio. Prima come giocatore della "Valpe", la mitica Valpellice, che giocava al Cotta Morandini di Torre Pellice.

E anche dopo l'incidente stradale in sella alla sua moto, nel 1990, quando gli venne amputata la gamba destra, Andrea ha continuato a credere nella vita e nello sport, decidendo di dare linfa al movimento dell'allora sledge hockey, che ora si chiama "para ice hockey". 

Torre Pellice morto Andrea Chiarotti 1-2

Ed è proprio "Ciaz" - come veniva soprannominato - che ha dato vita al movimento e alla nazionale che ben figurò in quelle Olimpiadi torinesi, giocando nella squadra "Sportidipiù Tori Seduti", prima di diventare capitano della nazionale, disputando Olimpiadi, Europei e Mondiali, addirittura venendo designato quale portabandiera dell'Italia alle Paralimpiadi di Sochi 2014.

Quest'anno, alle Paralimpiadi 2018 di Pyeongchang, ha seguito e spronato la nazionale, arrivata ad un prestigioso quarto posto.  

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Lo ricorda l'intero Comitato Italiano Paralimpico, in primis Luca Pancalli, il presidente: "Andrea Chiarotti era un punto di riferimento e storico capitano della nazionale italiana di Para Ice Hockey e personalità di spicco del movimento paralimpico nazionale e internazionale. Un grande uomo, un atleta esemplare. Il Comitato Italiano Paralimpico si stringe alla sua famiglia in questo momento di dolore. Ci sono persone, nella vita, che lasciano una traccia indelebile nel cuore di chi ha la fortuna di incontrarle. Andrea era una di queste. Ciao grande Capitano!".

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