Tragedia sul lavoro: muore folgorato sulla linea ferroviaria ad Alta Velocità

Dura presa di posizione dei sindacati

Foto Usb

Ennesima tragedia sul lavoro. Questa notte, attorno all'1.40, un operaio di Torino, Carmine Cerullo, 56 anni, originario di Napoli, è morto a Bologna, folgorato da una scarica mentre lavorava in area ferroviaria.

Cerullo, dipendente della ditta "Sifel" - società che lavora per conto di Rfi - era impegnato nella manutenzione della linea elettrica nei pressi di «bivio Navile», alla periferia di Bologna.

Stante una prima e sommaria ricostruzione - le indagini di Ferrovie e PolFer sono ancora in corso - il 56enne si trovava su un carrello elevatore e stava sistemando dei pannelli lungo la linea "Alta Velocità" Bologna-Venezia, quando è entrato in contatto con i cavi dell'alta tensione che lo hanno ucciso sul colpo.

A nulla è valso l'intervento dei mezzi di soccorso: per Cerullo non c'è stato nulla da fare.

Duro l'attacco da parte dell'Unione Sindacale di Base Lavoro Privato - Attività Ferroviarie: "Oggi, che piangiamo l'ennesimo omicidio sul lavoro, dopo le due vittime di ieri nel porto di Livorno, come Usb ribadiamo le nostre richieste:
stop alla privatizzazione selvaggia del settore manutenzione di Rfi; assunzione immediata di almeno 5mila operatori della manutenzione infrastrutture, di cui la metà con requisiti di esperienza nel settore); generale incremento dei livelli professionali e salariali ritorno alle 36 ore settimanali".

Messaggi simili anche da parte delle segreterie dell'Emilia-Romagna dei sindacati di trasporti, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Fast, che si dicono "costernate" per l'accaduto e "unitamente esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia". Al momento le cause che hanno determinato "la tragedia non sono note, si conosceranno al termine delle indagini che tutti i soggetti preposti hanno avviato. Quando sarà fatta chiarezza sulla dinamica del tragico incidente, si auspica che potranno essere attivate tutte le azioni necessarie per impedire, per il futuro, il ripetersi di incidenti simili", affermano "purtroppo resterà per sempre il dubbio che forse la tragedia odierna si poteva evitare". Pertanto, aggiungono, "sarà compito delle organizzazioni sindacali mantenere vivo il dibattito sul sistema sicurezza del trasporto ferroviario e far sì, attraverso il coinvolgimento delle imprese e delle istituzioni interessate, che il tema della sicurezza sia affrontato in maniera sistematica". Fin da subito le cinque sigle hanno chiesto un incontro urgente ad Rfi per fare chiarezza sull'accaduto e "discutere sui temi della sicurezza e della prevenzione in tutti gli impianti ferroviari della regione".

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