Accende la stufa con l'alcol, ma viene investito dal ritorno della fiamma: finisce in ospedale

Pochi giorni dopo essere stato rapinato al distributore

L'incendio di ieri sera (Foto Vivenza)

Ha provato ad accendere la stufa della sua abitazione con una bottiglia di alcol. Ma un ritorno di fiamma, per cause in fase di accertamento, lo ha investito.

Paura, nella serata di ieri, martedì 3 marzo 2020, in una casa in frazione San Bernardo, a Corio Canavese. L'allarme è scattato attorno alle 22, quando un uomo di 61 anni ha iniziato ad urlare.

Il figlio, di 16 anni, ha subito richiesto l'intervento dei mezzi di soccorso. Nel frattempo, anche la compagna dell'uomo è arrivata in suo soccorso: in quel momento si trovava al piano di sotto a sbrigare alcune faccende domestiche. 

Sul posto sono arrivati i mezzi de vigili del fuoco di Mathi, Torino, Nole, Volpiano e San Maurizio: la casa è rimasta parzialmente distrutta e ora è stata dichiarata inagibile. 

Il personale medico 118 della Croce Rossa di Mathi ha stabilizzato l'uomo, successivamente portato all'ospedale di Ciriè, dove è poi stato dimesso con una prognosi di quindici giorni per ustioni di secondo grado al volto e agli arti superiori. 

Le indagini del caso sono ora affidate ai carabinieri della stazione di Corio.

Una settimana difficile per il 61enne, che solamente nella serata di domenica, 1 marzo, era stato aggredito e rapinato, assieme al figlio, mentre erano intenti a fare benzina al distributore  “Epinot” di corso Generale Dalla Chiesa, lungo la strada provinciale 2 che costeggia Cirié. 

Mentre erano fermi con la loro Lancia Ypsilon, sono stati avvicinati da un ragazzo, appena sceso da una Fiat Panda: “Per caso avete tre euro?”, ha chiesto ai due.

Neanche il tempo di rispondere che il giovane, sulla ventina d’anni, ha aggredito in maniera selvaggia con spintoni, calci e pugni. Poi, stessa sorte è toccata al figlio. 

Dopo la vile aggressione, il malvivente si è fatto consegnare una ventina d’euro presenti nel portafoglio del padre, prima di fuggire a bordo della stessa Panda, dove a bordo c’erano almeno altre due persone, come spiegato ai carabinieri dalle vittime.

Sul posto sono subito intervenuti i militari della tenenza di Cirié. In poche ore, i militari hanno trovato - anche grazie alle telecamere - la coppia, denunciata poi per “rapina in concorso”. 

Padre e figlio erano stati portati al pronto soccorso dell'ospedale di Ciriè per le cure mediche del caso: il 71enne era stato dimesso con una prognosi di 15 giorni, il 16enne con una prognosi di cinque per ecchimosi ed escoriazioni varie.

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