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Morgando (Pd): "Occupy non sopravviverà al congresso"

Il segretario dimissionario: la fronda del Pd potrebbe non avere lunga vita. Ma Occupay considera "irricevibile" la proposta di Giorgio Merlo di mantenere ai il segretario Morgando

OccupyPd potrebbe avere vita breve; o, almeno, non supererà il congresso del partito. Ne è convinto Gianfranco Morgando, segretario dimissionario del Pd del Piemonte, intervenuto in conferenza stampa in vista delle amministrative del 26 e 27 maggio. “Nel momento in cui il congresso affronterà i contenuti politici – ha dichiarato – non credo che Occupy Pd resterà insieme".

Morgando spiega che in Occupy Pd “c'é di tutto, qualcuno magari un po' teleguidato, ma anche persone sincere e appassionate”, e annota che “esiste una domanda di rinnovamento genuina a cui si deve porre attenzione". Morgando ammette però la sua sorpresa nel constatare che a Roma le presenze di Occupy erano non particolarmente numerose. "Pensavo che sarebbero stati molti di più. Non mi pare abbiano una dimensione così rappresentativa della base del partito".

OccupyPd, dal canto suo, considera “irricevibile” la proposta di Giorgio Merlo di mantenere ai vertici regionali del partito il segretario dimissionario Gianfranco Morgando, nella veste di reggente fino al congresso. "L'ex deputato Giorgio Merlo - afferma il portavoce di Occupy Piemonte, Fabio Malagnino - propone di mantenere l'ex segretario Gianfranco Morgando fino al congresso. Una posizione bizzarra visto che a livello nazionale è successo tutt'altro. Per chi chiede e ha ottenuto il reset della dirigenza, è una proposta evidentemente irricevibile".

"A chi ci accusa di cercare poltrone - dice Occupy - ribadiamo che il nostro movimento nasce con altre logiche. Ci rendiamo conto che è difficile far cambiare opinione a chi continua ad applicare logiche vecchie, che ci hanno portato al disastro. La nostra è un'esperienza di mobilitazione dal basso, quanto di più lontano c'é da correnti e pacchetti di tessere".

E proprio per quanto riguarda le tessere del Pd in provincia di Torino – un vero boom di tesseramenti – Morgando risponde che “Se qualcuno crede che il nostro futuro sia legato alle tessere che siamo capaci di fare, sbaglia. Da un lato non dobbiamo escludere delle persone e quindi rinunciare a un allargamento della base associativa a causa di un clima di sospetto interno al partito. Ma dall'altro  dobbiamo fare attenzione a non sbagliare ragionamento, perché il futuro del Pd non è legato alle tessere ma al dibattito politico".

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