Morte di George Floyd, anche Torino scende in piazza contro il razzismo

Gremita piazza Castello, manifestanti seduti per terra mantenendo le distanze di sicurezza

Fotoservizio di Stefano Guidi

Sono arrivati a Torino da ogni parte del Piemonte per aderire, indossando simbolicamente il colore nero, al flash mob "I can't breathe" ("Non riesco a respirare", ndr), in memoria di George Floyd e per esprimere solidarietà agli afroamericani uccisi dagli agenti della polizia. 

I manifestanti si sono radunati alle 15 di oggi, sabato 6 giugno, in piazza Castello, per aderire all’evento organizzato dall'associazione No Justice No Peace, in collaborazione con la Rete 21 marzo Mano nella mano contro il razzismo. Altre manifestazioni simili sono state organizzate in diverse parti del mondo dall'Australia al Giappone e soprattutto in America. I manifestanti hanno osservato un momento di silenzio durato 8 minuti e 46 secondi, tanto quanto è durata l'agonia di George Floyd. Sono poi seguiti diversi interventi degli attivisti.

Gli organizzatori del sit in chiedono giustizia su alcuni temi fondamentali: chiedono che il governo italiano si esprima pubblicamente condannando gli atti della polizia USA e quelli commessi in Italia, impegnandosi a rendere il nostro paese più inclusivo, accogliente e solidale, tramite l’abrogazione dei decreti sicurezza, l’eliminazione dei cpr, il riconoscimento della cittadinanza a chi nasce e cresce in Italia. Chiedono inoltre che ogni tipo di discriminazione razzista venga eliminata e che le istituzioni si impegnino pubblicamente a contrastare l’odio di matrice razziale in tutte le sue forme e manifestazioni.

"La violenza di matrice razzista storicamente perpetrata dalla polizia degli USA nei confronti di persone afroamericane - si legge sulla pagina social dell'evento -, è giunta ancora una volta all'apice della sua brutalità con l’uccisione di George Floyd. La polizia statunitense, per mantenere in piedi un sistema pluricentenario in cui le persone afroamericane sono oppresse, perpetra sistematicamente delle violenze di chiaro stampo razziale: questa situazione non è più sopportabile".

Dopo la morte di Floyd a Minneapolis, in Minnesota, il 25 maggio scorso, durante un arresto, il cui video è stato immediatamente diffuso sui social, l'urlo di protesta e indignazione e in solidarietà alla popolazione afroamericana, che si è levato da tutta l'America è stato fortissimo. Le manifestazioni inizialmente pacifiche e poi mano a mano sempre più violente, si stanno diffondendo da una costa all'altra del Paese, da New York a Los Angeles, da Denver a Washington.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Guerriglia in centro a Torino. Vetrine sfasciate, lanci di bottiglie e bombe carta. Gli agenti rispondono con cariche

  • Coronavirus in Piemonte: il bollettino di lunedì 26 ottobre 2020. Boom di ricoveri, ma indice contagio scende

  • Coronavirus in Piemonte: il bollettino di domenica 25 ottobre 2020. Tasso di contagio al 18%

  • Domani sera a Torino due manifestazioni contro le limitazioni sul coronavirus

  • Luca Argentero furioso con i settimanali Chi e Oggi: sulle loro pagine le foto della figlia, senza permesso

  • Bar e ristoranti chiusi dalle 18 ma aperti nel weekend. "Rischio di stop definitivo"

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
TorinoToday è in caricamento