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Riciclaggio di denaro sporco, l’allenatore del Milan Gattuso tra i 52 indagati

Maxi-inchiesta

Nove arresti, tra cui 8 persone sottoposte all’obbligo di dimora (di età compresa tra 39 e 63 anni, residenti a Torino e nel torinese), e 43 avvisi di garanzia. A ricevere un avviso è stato anche l’allenatore del Milan Rino Gattuso, accusato di trasferimento fraudolento di valori in quanto socio di un'azienda agricola.

Sono stati i Carabinieri del Comando provinciale di Torino, in collaborazione con i militari dei reparti territorialmente competenti, ad eseguire i provvedimenti nei confronti delle 9 persone responsabili, a vario titolo, di trasferimento fraudolento di valori, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, peculato, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, ricettazione, riciclaggio, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e induzione indebita.

L’inchiesta

Sono in totale 52 gli indagati dalla procura di Ivrea nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio di denaro sporco in varie attività imprenditoriali, tutte riconducibili ad un personaggio chiave, Pasquale Motta, imprenditore 45enne originario di Cosenza e residente a Pino Torinese, ritenuto vicino a clan di ‘ndrangheta (anche se a suo carico non risultano affiliazioni con alcuna delle famiglie che compongono le "locali" piemontesi) e arrestato su ordine di misura cautelare. In sostanza si era creata una catena di aziende per riciclare denaro e con queste un lungo elenco di prestanomi (tra i quali compare Gattuso quale presunto prestanome) per fare in modo che le società non fossero riconducibili a Pasquale Motta.  

Gattuso

Gattuso è accusato di trasferimento fraudolento di valori, in quanto socio al 35%, per due anni, dal 2011 al 2013 di una società agricola di Gallarate, “Cascina tre olmi srl”, fallita nel 2014, che gestiva un allevamento suini e produceva insaccati. Questa società, strumento di riciclaggio, era amministrata da Pasquale Motta, socio occulto ma vero capo della società in cui Gattuso aveva un ruolo marginale.

Avvisi di garanzia 

Nell’ambito dello stesso procedimento sono stati notificati 43 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti coinvolti, a vario titolo, nell’attività di trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio di proventi illeciti. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati, nei confronti di alcuni indagati, società e beni immobili per un valore complessivo di 200.000 euro nonché 1 società di vendita di auto comprensiva di 39 autovetture e 8 orologi di lusso trovati a casa di un indagato. 

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Le indagini

 L’attività di indagine trae origine da accertate irregolarità attuate, tra il 2010 e il 2013, in favore di Pasquale Motta dagli amministratori pro-tempore del comune di Favria in riferimento alla gestione della casa di riposo di proprietà comunale “Casa del Sole”. In particolare era stata presentata una denuncia alla Procura di Torino da un rappresentante legale di una Società torinese  (adesso fallita), all’epoca dei fatti gestore della casa di riposo Casa del Sole, relativa ad asserite emissioni di atti illegali attuate dagli amministratori comunali pro tempore  in collusione con il Pasquale Motta. L’indagine (e i reati ipotizzati) ha dimostrato cha la Casa di riposo ha percepito illecitamente erogazioni pubbliche, quantificate in 112.000 euro, e ha individuato alcune società riconducibili alla figura di Motta e da lui di fatto costituite e gestite, mediante trasferimento fraudolento della titolarità di valori e società a terze persone, finalizzato a riciclaggio e varie attività illecite:
1. Eurocoop service srl, con sede in Corato (Ba), in atto estinta, dedita a gestione case di riposo;
2. Villa Nizia srl, con sede in Favria, allo stato inattiva, dedita a gestione case di riposo;
3. Società agricola cascina Tre Olmi srl, con sede in Gallarate (va), dedita ad allevamento maiali e produzione insaccati;
4. Studio Medical San Luigi srl, con sede in Castrovillari (Cs), dedita a gestione attività sanitarie.

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