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Immagine di repertorio

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"Se rivuoi il cellulare devi pagarmi la dose di tuo fratello": pusher in manette

Il fratello chiama la polizia

"Ho un appuntamento con uno spacciatore, questo pomeriggio, verso le 16". Una frase che ha lasciato senza parole l'operatore della centrale del "112", che subito ha iniziato a fare altre domande, per capire se stesse scherzando, visto che è alquanto singolare che una persona chiami per rendere noto l'incontro con un pusher. 

Lunedì 27 aprile 2020, quell'uomo incomincia a raccontare la sua storia. Partendo da un dettaglio: poco dopo essersi svegliato, si accorge che il suo cellulare è sparito.

Dopo averlo cercato inutilmente in casa, si rivolge ad i suoi familiari. E anche a suo fratello, tossicodipendente, che saltuariamente si rifugia da lui quando ha problemi legati alla droga. 

E il fratello ammette di aver impegnato quel cellulare per assicurarsi la dose di droga. La vittima, a quel punto, decide di chiamare il pusher per ottenere indietro il cellulare. "Dammi 50 euro e te lo ridarò", gli avrebbe detto lo spacciatore.

E così si accordano: il punto di ritrovo sarà un bancomat in corso Vercelli. Con l'aiuto della polizia, l'uomo va all'appuntamento e telefona al pusher.

Gli agenti delle Volanti individuano la persona che risponde a quella chiamata. In pochi istanti viene braccato, con il telefonino ancora in tasca, subito restituito al proprietario. 

Nei guai finisce un 25enne nigeriano, arrestato per "tentata estorsione" e denunciato per "detenzione di sostanza stupefacente" - al momento della perquisizione, gli agenti trovano tra i suoi indumenti un ovulo contenente cocaina - e per "violazione delle misure contenitive da Coronavirus".

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