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Il presidente dell'Atc Elvi Rossi contestato al ristorante dagli antagonisti

Persone riconducibili ai centri sociali hanno contestato il presidente dell'Atc portandosi dietro anche uno striscione

Era toccato a Dario Franceschini e a Renata Polverini, a Roma, essere contestati mentre si trovavano al ristorante; a Torino, ad essere preso di mira dai contestatori è stato il presidente dell’Atc Elvi Rossi, sorpreso da una quarantina di antagonisti mentre pranzava in un ristorante di corso Dante. I contestatori sono entrati nel ristorante con uno striscione, inveendo contro Rossi e dandogli del ladro. Per gli antagonisti, la gestione dell'Atc avrebbe la responsabilità nei recenti sfratti e sgomberi avvenuti in città: e infatti, sul loro manifesto, c'era scritto: "Chi calpesta i diritti è chi lascia gli alloggi sfitti". Ai centri sociali non era andata giù la frase di Rossi "Chiunque occupi abusivamente un alloggio popolare è un ladro di case", che sarebbe stata pronunciata dal presidente dell'Atc alcuni mesi fa.

Il gruppo, invitato dal personale del ristorante ad andarsene dal locale, si è poi allontanato, salvo inseguire Rossi all'uscita dal locale, fino alla sua auto. Sul posto della contestazione è poi intervenuta la polizia.

Dura la reazione di Mario Carossa, presidente del Gruppo regionale della Lega Nord, e del presidente della Commissione Urbanistica regionale Antonello Angeleri. "Inviamo la nostra solidarietà e quella del Gruppo della Lega Nord al presidente Atc Elvi Rossi e ai consiglieri dell'Ente - dichiara - Blitz come questo, che per il numero di persone e per il modo con cui é stato organizzato e portato a termine non può che far pensare a una preoccupante premeditazione e programmazione, devono essere condannati e fatti cessare".

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