Cronaca

Scoperta la bottega abusiva per il confezionamento e la vendita di mascherine chirurgiche

Due persone denunciate

Le mascherine sequestrate dalla Finanza

Nella sua abitazione di Bardonecchia aveva allestito una sorta di mini-fabbrica per confezionare e vendere le mascherine chirurgiche, ora molto richieste vista l'emergenza Coronavirus.

All'arrivo per i controlli di rito, i finanzieri della Tenenza di Bardonecchia hanno trovato anche una macchina plastificatrice per effettuare le buste per confezionare le mascherine, cappellini in carta ad uso ospedaliero ed altro materiale utilizzato per il confezionamento dei dispositivi medici.

Peccato che le condizioni igienico sanitarie fossero precarie e che tutti gli articoli fossero privi di ogni forma di garanzia a tutela del cliente, vista l’assenza di indicazioni relative alla natura e alla provenienza dei materiali, e con caratteristiche difformi da quelle previste dalla normativa.

Nei guai è finito un commerciante di 50 anni, denunciato dalle Fiamme Gialle. Da quanto ricostruito, l'uomo acquistava grandi quantità di mascherine e altri dispositivi medici su importanti piattaforme on line. Poi, una volta ricevuto il materiale, lo confezionava manualmente e lo vendeva al dettaglio in alcuni negozi di Bardonecchia a prezzi superiori rispetto al normale.

Uno di questi commercianti è stato denunciato.  

Nel corso delle perquisizioni sono stati anche rinvenuti numerosi farmaci, parafarmaci e integratori alimentari di dubbia provenienza e dalla composizione sconosciuta per i quali sono in corso ulteriori approfondimenti da parte dei finanzieri.

Le mascherine sono state sequestrate. 

Mille persone identificate e una sessantina sanzionate

Da quando sono iniziate le restrizioni per fronteggiare l’emergenza “Coronavirus” sono state oltre mille le persone identificate e una sessantina quelle sanzionate per assembramento e 6mila i negozi controllati da parte della Finanza della Compagnia di Susa e della Tenenza di Bardonecchia.

 Oltre 50 i finanzieri impegnati giornalmente sulle principali arterie stradali, all’interno dei parchi cittadini e nei maggiori luoghi di aggregazione.

Tra i casi curiosi, quello di un uomo sorpreso a lavare la stessa auto più volte al giorno, in un autolavaggio distante chilometri dal Comune di residenza. Ma anche l’azienda di costruzioni e forniture edili che, non curante della situazione emergenziale, continuava la propria attività a pieno regime.

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