rotate-mobile
Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Dottoressa condannata per diffamazione per la frase: "Il movimento Lgbt diffonde pedofilia"

Le motivazioni della sentenza riguardano un'affermazione sul blog personale di Silvana De Mari

È stato spiegato il motivo della condanna per diffamazione a Silvana De Mari, la dottoressa omofoba. Non sono state le dichiarazioni contro la reputazione degli omosessuali, rilasciate alla trasmissione radiofonica "La zanzara", ma una sola frase scritta sul suo blog: "Il movimento Lgbt vuole annientare la libertà di opinione e sta diffondendo sempre di più la pedofilia". La frase è considerata offensiva dell'associazione Lgbt come "soggetto giuridico organizzato in forma collettiva". Non quindi, più in generale, la comunità gay, ma il movimento in quanto soggetto giuridico organizzato che rappresenta anche i gay.

De Mari in più occasioni pubbliche aveva detto frasi tipo "l'omosessualità è un disturbo, è contro natura" argomentando le proprie affermazioni con principi medico scientifici e colpendo duramente lesbiche, gay, bisessuali e transgender. 

Come riporta Repubblica: 

"Non è dunque il pensiero a essere processato - scrive il giudice - ma la sua offensività al bene giuridico protetto in sede penale". Quindi, tra le frasi portate a processo solamente una è rivolta a un soggetto collettivo identificabile, il movimento Lgbt, mentre tutte le altre riguardano una condizione o un orientamento (l'omosessualità, la sodomia) comportamenti praticati da un numero indistinto e potenzialmente illimitato di soggetti. "Nessuna delle dichiarazioni contiene neppure l'espressione 'gli omosessuali' o 'i gay' e quindi individua come destinatario un gruppo o una eventuale categoria, pur generica e fluida".

Giziana Vetrano e Alessandro Battaglia del Torino Pride si dichiarano molto soddisfatti perché con questa sentenza si sancisce “la volontà della De Mari di offendere e diffamare le associazioni Lgbt e i propri associate". La sentenza prevede che paghi 1500 euro di multa, 2500 euro di risarcimento danni al Coordinamento Torino Pride e 2500 euro a Rete Lenford, entrambe parti civili nel processo. Il Coordinamento Torino Pride ha deciso di devolvere il risarcimento al dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Regina Margherita di Torino dove la dottoressa Chiara Baietto e la sia equipe sono impegnati da anni nel supporto ai bambini, alle bambine e agli e alle adolescenti con disforia di genere.
 
 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dottoressa condannata per diffamazione per la frase: "Il movimento Lgbt diffonde pedofilia"

TorinoToday è in caricamento