Torino, in venti seduti al tavolo per pranzo, nonostante i divieti: ristorante chiuso per cinque giorni

La replica della proprietà: "Abbiamo rispettato il Dpcm"

I clienti seduti a tavola, ieri a pranzo

Venti persone sedute tranquillamente al tavolo. Come se nulla fosse. Come se il Dpcm del 3 novembre 2020 non esistesse. 

Almeno per i gestori del ristorante del Ch4 Sporting Club di via Trofarello a Torino, che ieri a pranzo, martedì 10 novembre 2020, hanno visto arrivare gli agenti del Reparto della Polizia Commerciale della Polizia Municipale, intervenuti a seguito della segnalazione di alcuni cittadini, rimasti perplessi alla vista di un ristorante aperto con tanto di persone sedute. 

Il gestore si è giustificato con gli agenti dicendo di non essere a conoscenza del fatto che non si potesse effettuare il servizio mensa. Peccato che sul sito internet del ristorante ci sia una pagina dedicata in cui si avvisa, in modo chiaro e preciso, come "Nel rispetto del DPCM del 3 novembre, da giovedì 5 novembre è sospesa la consumazione all'interno del ristorante, ma è possibile ordinare i nostri piatti e le nostre pizze da asporto, a pranzo e a cena’ e dedicare un'intera pagina dello stesso sito all'asporto e alla modalità di prenotazione dei menù".

Il ristorante è stato quindi chiuso per cinque giorni per aver violato la normativa anti pandemia. Un provvedimento temporaneo, in attesa delle decisioni che potrebbe prendere in merito la Prefettura.

“L’importanza dei controlli sul rispetto delle regole contenute nel Dpcm ha una doppia valenza. Oltre all'aspetto tecnico sanitario, rivolto al contenimento della pandemia, c'è anche un risvolto sociale per il quale è importante non alimentare la rabbia di chi rispetta le regole e vede altri trasgredire senza che nessuno intervenga. È un momento difficile in cui c'è bisogno di unità e non di divisione. Chi elude le regole, come in questo caso, oltre a mettere in difficoltà il sistema, manca di rispetto ai colleghi che, adeguandosi ai divieti, hanno dovuto compiere sacrifici e rinunce”, commenta il comandante della polizia municipale di Torino, Emiliano Bezzon.  

La replica della proprietà: "Abbiamo rispettato il Dpcm" 

Ma la proprietà non ci sta e spiega il perché quel provvedimento non sia ritenuto logico: "Il ristorante CH4 Sporting Club è chiuso al pubblico nel rispetto dell’ultimo Dpcm ma è aperto per i dipendenti di aziende convenzionate impegnati nei limitrofi cantieri ai quali, su base contrattuale, fornisce il servizio sostitutivo mensa nel rispetto delle normative di sicurezza applicabili.

In particolare, il ristorante ha stipulato contratti per fornire il servizio di somministrazione di pasti caldi ai lavoratori impegnati dalle imprese attive nei cantieri della Metropolitana, del palazzo della Regione e della viabilità collegata al sottopasso del Lingotto. Questi contratti non sono legati al solo periodo di emergenza pandemica, ma costituiscono una relazione continuativa che da anni il nostro ristorante porta avanti con i cantieri del territorio.

Come esplicitamente previsto anche dai precedenti Dpcm, già durante il lockdown iniziato a marzo, il ristorante ha mantenuto attivo il servizio di fornitura pasti come attività di filiera necessaria al proseguimento delle attività produttive autorizzate, similmente ad altri ristoranti in zona Lingotto.

Non corrisponde al vero, pertanto, il fatto che i gestori si siano comportati come se il DPCM del 3 novembre 2020 non esistesse.

Anzi, al contrario, sono ben al corrente del testo normativo e agiscono nel suo pieno rispetto.

La ratio della esclusione normativa è del tutto evidente: se si fermassero le mense aziendali ed i servizi di ristorazione ad esse equiparati (come quello fornito dal ristorante CH4 Sporting Club), si dovrebbero necessariamente fermare le attività lavorative per impossibilità dei datori di lavoro di garantire il diritto alla mensa dei dipendenti.

Mentre, come noto, i cantieri edili come quello del grattacielo Regione Piemonte e della Metropolitana di Torino, non sono stati fermati dal Dpcm.

L’attuale normativa prevede, infatti, "la sospensione delle lavorazioni dei cantieri dove non ci sia la possibilità di assicurare il servizio di mensa in loco o il consumo del pasto in locali commerciali convenzionati che garantiscano le normative anti-Covid (Allegato 13, punto 10, paragrafo 3.2)".

Segnalo in ultimo che nello scorso mese di marzo 2020, la Guardia di Finanza, intervenuta in seguito a segnalazioni per un controllo presso il CH4 Sporting Club ha rilevato in situazione analoga il pieno rispetto della normativa in materia.

Sulla base del chiarissimo dettato normativo, il verbale della Polizia Municipale del 10 novembre sarà ovviamente oggetto di impugnazione per contrasto con la normativa".

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