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Le dosi nascoste ovunque: nelle lattine di bevande, ma anche nei pacchi di alimenti e negli accendini

I carabinieri stanno eseguendo 5 provvedimenti restrittivi in carcere, 21 persone sono indagate a piede libero 

Come dei fattorini consegnavano dosi di stupefacente “a domicilio” o in luoghi pubblici affollati e nascondevano cocaina e hashish dentro i pacchi di prodotti alimentari, nelle lattine di bevande energetiche modificate in modo che la parte superiore fosse svitabile a vantaggio di un secondo contenitore 'a matrioska' o all’interno di accendini e accendisigari d’auto. 

Questo quanto accertato dai carabinieri che hanno condotto l’indagine su alcuni pusher piuttosto ingegnosi e abili. Cinque di loro però, 4 italiani e 1 albanese, sono stati scoperti e nei loro confronti oltre 50 carabinieri del comando provinciale di Torino stanno eseguendo 5 provvedimenti restrittivi in carcere richiesti dal gruppo criminalità organizzata, comune e sicurezza urbana della Procura della Repubblica di Torino.

Le indagini, condotte dai militari dell’Arma della Compagnia di Venaria Reale, hanno consentito di accertare l’esistenza nell’hinterland torinese di un gruppo criminale dedito allo smercio di numerose dosi di hashish e cocaina, con base operativa a Caselle Torinese, e di documentare il particolare modus operandi utilizzato per eludere i controlli.

L’attività investigativa ha già consentito di arrestare 7 pusher in flagranza e di denunciarne altri 3, nonché di recuperare quasi 7 kg di stupefacente e di sequestrare oltre 13.000 euro in contanti. Contestualmente i carabinieri stanno notificando un avviso di conclusione indagini preliminari, per gli stessi reati, ad altri 21 indagati a piede libero.
 

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