Buste con polvere verde a Lavazza, Vergnano e Ferrero: "300mila euro o vi avveleniamo i prodotti"

Dipendenti in quarantena

Le operazioni di messa in sicurezza dell'area

Una busta sospetta è stata recapitata, nella tarda mattinata odierna, alla Nuvola Lavazza, il nuovo centro direzionale dell'azienda torinese produttrice di caffè, di via Ancona.

Sul posto sono intervenuti, per le indagini del caso, gli agenti della Digos. Con loro anche i vigili del fuoco e i colleghi dell'Nbcr (Nucleare, biologico, chimico, radiologico) e il personale sanitario del 118.

Da quanto si apprende, sette persone - tutte dipendenti - sono ora in 'quarantena' dopo essere stati a contatto con una polvere verde che era dentro al pacco. Sono attualmente in corso le analisi del caso da parte dell'Asl. 

Sul posto è intervenuto anche il dottor Roberto Testi, a capo del servizio di prevenzione dell'Asl Torino.

Buste identiche sono state consegnate anche negli stabilimenti della Casa del Caffè Vergnano, a Santena, e della Ferrero, ad Alba.

Le lettere che accompagnavano la polvere, scritte in inglese e spedite dal Belgio, sostengono che la polvere verde sia un veleno chiamato oleandrina (estratto appunto dall'oleandro). "Vogliamo 300mila euro in bitcoin oppure avveneleremo i vostri prodotti", è il messaggio arrivato alle tre aziende.

Mitomani o minacce reali? Le indagini sono in corso. 

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