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Antagonista ferita a San Didero durante gli scontri serali con la polizia per dire "no" all'autoporto

Indagini in corso da parte della Digos

Un'antagonista 35enne residente a Pisa è rimasta ferita durante gli scontri di ieri sera, sabato 17 aprile 2021, a San Didero, a distanza di ore dalla marcia pacifica "anti autoporto", in cui però non era mancato un raid in autostrada, con lancio di pietre, ferraglia e persino la posa di cavi d'acciaio, legati ai guardrail, ad altezza uomo.

La donna, ricoverata all'ospedale Molinette di Torino, ha una frattura orbitale: la prognosi è di 25 giorni.

Da quanto si apprende, la 35enne avrebbe numerosi precedenti per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, violenza privata e danneggiamento. 

Come spiegano gli stessi attivisti durante una conferenza stampa (in foto, ndr), indetta al Polivalente di San Didero, "al termine della manifestazione, i No Tav si sono avvicinati al piazzale per portare un saluto ai presidianti che resitono ancora sul tetto. La reazione delle forze dell'ordine è stata come al solito spropositata, con un enorme lancio di lacrimogeni. Una attivista No Tav è ora grave in ospedale dopo essere stata colpita gravemente da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo dalle truppe di occupazione (le forze dell'ordine, ndr)". 

Questo il video degli scontri di ieri sera (tratto dalla pagina Facebook Notavinfo): 

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Intanto si sta facendo chiarezza su quanto successo nella notte. Gli attivisti che hanno preso parte alla protesta sono stati un centinaio, tutti con il volto coperto. Dopo aver raggiunto il parcheggio antistante il cantiere hanno lanciato sassi, bombe carta, oggetti contundenti ed esploso fuochi d'artificio all'indirizzo della polizia.

Di tutta risposta, le forze dell'ordine hanno lanciato lacrimogeni e utilizzato mezzi idranti per mantenere a distanza attivisti e antagonisti, che si sono barricati lungo la recinzione della linea ferroviaria, bloccando la circolazione del traffico per circa un'ora. Da quanto si apprende, non ci sarebbero stati contatti tra forze dell'ordine e chi protestava. Anche per questo motivo è al vaglio la situazione legata al ferimento della donna.

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