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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca San Giorgio Canavese

Rapinarono e sequestrarono un assicuratore: banda arrestata dopo oltre un anno

Colpi commessi in Piemonte e in Francia

Pianificavano i loro colpi in modo maniacale. Studiando le vie di accesso e, soprattutto, portando per tempo gli strumenti da lavoro, nascondendoli in luoghi sicuri. Ma anche gestendo bene le macchine a disposizione per compiere i furti e per poi scappare via, quasi sempre non direttamente riconducibili alla banda.

Ma dopo decine di colpi messi a segno, in Piemonte come in Francia, questa mattina, giovedì 25 gennaio 2018, i carabinieri della Compagnia di Ivrea, in  collaborazione con i colleghi di Corsico (MI), del Nucleo Elicotteri Carabinieri e del Nucleo Cinofili di Volpiano, hanno arrestato una banda italo-albanese, dove la basista era una donna.

In manette sono finiti Arvit Sada, albanese di 34 anni residente a Cuorgnè, Giuliana Lomuscio, 25enne di Quincinetto, e i fratelli Robert e Fatos Kola, di 32 e 26 anni, di nazionalità albanese e residenti uno a Prascorsano e l'altro a San Giorgio Canavese. Una quinta persona, indagata, è ancora ricercata dalle forze dell'ordine. 

L'indagine

L'indagine degli uomini della Procura di Ivrea, coordinati dal pm Alessandro Gallo, è iniziata il 14 ottobre 2016, a seguito della rapina in casa subita da un assicuratore 65enne di San Giorgio Canavese, derubato di denaro e preziosi, dopo averlo minacciato e stordito con un "taser", un dissuasore elettrico che emana scosse, e soprattutto dopo averlo rinchiuso in un vano caldaia.

La banda

Per gli inquirenti, il Sada e i fratelli Kola erano alla continua ricerca di obiettivi da derubare. E sempre con l'ausilio di complici diversi, quasi sempre della zona dove poi il colpo veniva eseguito. Questo per avere una mappatura precisa, dettagli compresi, della vittima, delle sue abitudini e di quello che potesse succedere nella stessa zona, studiando anche le vie d'accesso e di fuga, ma anche le abitudini dei vicini di casa. 

La basista

La Lomuscio era invece la basista del gruppo. A stabilirlo sono stati i carabinieri, dopo aver svolto accertamenti sul conto della donna e sui suoi contatti personali. L’indagine ha consentito di sequestrare parte della refurtiva, composta da orologi di marca, anelli da bigiotteria, monili in oro e argento, contanti, liquori, sigari, fucili, carabine e macchine fotografiche.

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