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Torino, la casa era una sorta di "banco dei pegni": cellulari e tablet in cambio delle dosi di droga

Pusher in manette

Sette telefoni cellulari, 1560 euro in contanti, un tablet e un telefono di vecchia generazione. E' quanto trovato, nella stanza di un 23enne del Mali in via Salassa, venerdì scorso, 5 marzo 2021, dagli agenti delle Volanti. 

Oggetti elettronici che il giovane riceveva come pegno in cambio delle dosi di droga che forniva a clienti senza soldi, allargando così la cerchia degli stessi.  

Tutto ha inizio qualche ora prima, quando in corso Giulio Cesare i poliziotti notano quel giovane che passeggia a piedi con una valigetta e, alla loro vista, cambia subito senso di marcia.

Fermato per un controllo, nella ventiquattrore nascondeva diversi documenti personali, tra cui un passaporto, una carta prepagata e tre carte di identità, una delle quali falsificata: il documento presentava la foto personale corrispondente al ragazzo ma con dati anagrafici differenti. Nelle tasche, sono stati trovati anche due smartphone di ultima generazione e 230 euro in contanti.

Ma non è finita qui. Perché l'uomo, grazie ad un buco nella tasca dei pantaloni, ha fatto scivolare diverse dosi di crack nella gamba del pantalone stesso, dove al fondo c'era un elastico che non ne permetteva la perdita. 

Durante il controllo personale, il giovane aveva detto di essere un senza fissa dimora, pur avendo con sé un mazzo di chiavi. E quel mazzo li ha portati in via Salassa, dove aveva quella sorta di "banco dei pegni".  

In via Salassa, sono state centinaia le chiamate ricevute, sui due telefoni cellulari, durante tutta la perquisizione. E "Max", come da tutti era conosciuto, è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e denunciato per falsità materiale.

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