Varazze, Torino: organizzano un falso incontro di lavoro per sequestrare un imprenditore

Sei persone arrestate, tra cui due Torinesi

L'hotel teatro del tentativo di sequestro

Il loro obiettivo era quello di sequestrare un imprenditore genovese nel ramo del catering, a scopo di estorsione.

Ma la gli agenti della polizia di Stato di Savona, assieme ai colleghi della Squadra Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine di Genova, li hanno fermati giusto in tempo, a Varazze, dopo una mirata attività di indagine, fatta di pedinamenti e intercettazioni. 

In manette sono finiti quattro uomini e due donne - italiani e di età compresa tra i 25 e 45 anni - alcuni di loro residenti fra Torino e provincia, gli altri fra Asti, Pavia e Savona.

I torinesi finiti nei guai sono un 25enne che risiede in provincia di Torino, nel Pinerolese, e un 35enne che anche lui vive nel Torinese. Per tutti l'accusa è di "tentato sequestro di persona a scopo di estorsione" e "detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti" e "detenzione illegale di armi".

L'attività di indagine della polizia parte da un altro filone, quello legato al traffico di droga nel Savonese. Gli spacciatori, da quanto hanno ricostruito i poliziotti, avevano invitato un imprenditore di Genova per una chiacchierata all'hotel "La Vela" di Varazze per organizzare un ricevimento, nel prossimo mese di marzo 2021, di alta caratura, per persone molto importanti, vip.

Ed è lì che sarebbe scattato il sequestro e il successivo piano per ottenere il riscatto. Ma a quell'incontro, invece dell'imprenditore si è presentato un agente in borghese, con tanto di giacca, camicia e cravatta e tutto quello che poteva far pensare ad ipotetico imprenditore di successo.

In quei concitati momenti, alcuni componenti della banda hanno tentato di nascondersi, altri due erano nella reception, le due donne sono state bloccate una sul terrazzo e una fuori dall’hotel: le due donne avevano il compito di monitorare tutte le operazioni e l'eventuale arrivo di forze dell'ordine.

Ora le indagini sono state affidate anche al sostituto procuratore Annamaria Paolucci della Procura distrettuale di Genova, dove indagheranno gli uomini della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova.

Durante i primi interrogatori, come spiega il procuratore capo di Savona, Ubaldo Pelosi, ci sarebbero state le prime ammissioni da parte della banda. 

Dalle successive perquisizioni disposte nell’ambito dell’indagine, sono stati sequestrati una pistola semiautomatica modificata calibro 9 completa di caricatore con 5 cartucce, un etto circa di hashish, 30 grammi di marijuana. Ma anche due corde, un passamontagna, guanti, delle fascette contenitive, un lenzuolo, delle pinze: ovvero il necessario per il sequestro.

L’hotel è stato posto sotto sequestro, oltre a quattro auto in uso alla banda. Nel corso di altre perquisizioni effettuate in provincia di Torino, con la collaborazione di quella Squadra Mobile, sono state sequestrate una pistola a tamburo modificata, una pistola semiautomatica modificata, un chilogrammo circa di marijuana e 65 grammi di cocaina e vario materiale per il confezionamento della droga.

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