Cronaca Barriera di Milano / Via Alessandro Cruto

Lasciano il cadavere su una panchina: arrestati dalla polizia grazie ad un finto incendio

Rimane il giallo dei soldi prelevati al bancomat

Il luogo dove è stato trovato il cadavere

Nella notte tra martedì 3 e mercoledì 4 dicembre, il cadavere di Salvatore Casu, 77 anni, latitante, veniva abbandonato su una panchina di via Cilea, a pochi passi dall'ospedale San Giovanni Bosco. 

Una morte per malore, come confermerà poi l'autopsia. Una morte che fino a pochi giorni fa non aveva autori. Ma l'indagine degli agenti del commissariato San Paolo ha portato ad una svolta e all'arresto di due amici, un 62enne e un 72enne, in un alloggio in via Cruto. 

La vicenda ricostruita dalla polizia ha i tratti di un film. Perché il 62enne era un amico "di vecchia data" di Casu. Talmente amici che nel 2012, in stato di ubriachezza, avevano persino rapinato un uomo, per un bottino incredibile: 10 euro. Una rapina per la quale erano poi stati condannati, in via definitiva, a un anno e sei mesi di relcusione con l'aggravante del fatto che la vittima era riuscita ad aggrapparsi alla porta dell'auto dei due, procurandosi la ferita ad un piede. 

Per evitare di finire in carcere, i due avevano deciso di trasferirsi a casa di un amico del 62enne, in Barriera di Milano.

Poi la morte di Casu e la decisione da parte dei due di "sbarazzarsi" del cadavere per evitare guai. Ma una "soffiata" e una telefonata fatta dal 62enne ad una vecchia fiamma, hanno portato gli agenti della sezione investigativa del commissariato San Paolo, coordinati dal pm Ciro Santoriello, a chiudere il cerchio. 

A maggior ragione quando è scattato il collegamento fra il 72enne e la Hyundai coupe gialla, ovvero l'auto di sua proprietà usata per disfarsi del cadavere in via Cilea. E vista allontanarsi quella notte. 

In via Cruto scatta il blitz e l'arresto del 62enne per quella condanna definitiva e il 72enne per favoreggiamento. Un blitz con la "scusa": polizia e vigili del fuoco avevano inventato un incendio nel tetto, pur di riuscire ad entrare in casa e poterli arrestare.

L'auto è stata sequestrata per compiere le indagini di rito e capire se sia stata utilizzata davvero per portare il cadavere in via Cilea.

Gli inquirenti, però, devono capire chi sia stato a prelevare, con il bancomat di Casu, ben 600 euro la mattina del 3 dicembre. Le telecamere della banca hanno ripreso una persona, che non era la vittima. 

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