Vessate, umiliate, pedinate e aggredite da parte di ex che non accettavano la fine della relazione

Tre arresti in 24 ore

Immagine di repertorio

Tre storie diverse, tre motivazioni uguali fra loro: donne vessate, umiliate, aggredite per mesi da uomini che volevano a tutti i costi tornare con loro. Ma per tutti e tre il finale è stato lo stesso: l'arresto da parte degli agenti della Squadra Volante. Tutto è successo tra il 23 e il 24 giugno 2020. 

Torna a casa dopo il carcere e la minaccia ripetutamente di morte

Prima è toccato ad un albanese che, dopo aver scontato sei mesi in carcere per i maltrattamenti nei confronti della moglie ed essere stato colpito dal divieto di avvicinamento a lei a meno di 200 metri, è riuscito a rientrare a casa facendo leva sui suoi figli.

Passano i giorni e, da maggio alla sera del 23 giugno, è stata una escalation di violenze nei riguardi della moglie. Addirittura arrivando a minacciarla di morte perché, a detta sua, era colpevole del fatto che fosse finito in carcere. Minacce di morte che hanno riguardato anche gli anziani genitori della donna. E così la donna chiama la polizia, facendo scattare un nuovo arresto. 

Poche ore dopo, altri due casi da "codice rosso". Prima nella zona di borgo San Paolo e poi nella zona del Parco Dora. 

Pedina la ex convivente anche il giorno dopo la denuncia

Nel primo caso, una donna ha chiamato i soccorsi perché nuovamente pedinata dall'ex convivente, che solo il giorno prima aveva denunciato. 

Quell’uomo che, secondo la donna, ha sempre manifestato nei suoi confronti un comportamento molto possessivo e aggressivo. Arrivando persino a spaccarle un telefonino in fronte nell'agosto del 2019. Negli anni passati, a causa dei continui litigi, i loro figli sono stati anche affidati ad una comunità per minori, mentre la donna è stata costretta a trasferirsi dalla sorella pur di sottrarsi alle violenze in famiglia. 

Davanti agli agenti di polizia, lo stalker per tutto il tempo ha parlato di "compagna” e non di "ex", continuando a parlare di un rapporto che invece era terminato da moltissimo tempo. E così scattano le manette per "atti persecutori". 

Si apposta fuori dall'appartamento della ex e non le permette di uscire

In zona Parco Dora, invece, un uomo, straniero, chiama i soccorsi perché è rimasto fuori di casa. Sul posto, oltre ai pompieri, arrivano anche gli agenti delle Volanti.

Questo perché allo stesso indirizzo è giunta la segnalazione di una donna intrappolata in casa per colpa dell'ex compagno, che si trova appostato sotto il suo appartamento in attesa che lei esca.

"Ha provato a chiamarmi oltre 600 volte nella notte precedente. Continuava a citofonarmi insistentemente e mi aveva anche mandato un messaggio piuttosto preoccupante: “noi due dobbiamo sempre stare insieme"", ha detto ai poliziotti, che hanno subito compreso come dietro al messaggio dell'uomo ci fosse l'intenzione di un omicidio/suicidio.

Sotto casa, poco dopo, arriverà anche un collega di lavoro della signora che conferma di essere stato contattato da quest’ultima in mattinata affinchè le comprasse qualcosa da mangiare essendo lei impossibilitata a farlo dalla presenza dell’ex compagno.

Anche in questo caso, era scattata una denuncia solamente alcuni giorni prima.

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