Imposte non versate, contributi non pagati e cooperative fallite: la Finanza ne arresta sei

Una settima persona è ricercata

Una parte della merce sequestrata

Non versavano all'erario le imposte ed i contributi dovuti all’Inps, utilizzando crediti fiscali fittizi per quasi 10 milioni di euro, portando al fallimento di cooperative.

E' quanto hanno scoperto gli agenti del comando provinciale della Guardia di Finanza di Torino nell'ambito dell'operazione "Stella Polare", coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino e che ha visto finire in carcere sei persone, arrestate a Rivalta, Perosa Argentina, Volvera, Torino e Moncalieri. Una settima persona è ricercata: le indagini, per tanto, sono ancora in corso.

Per tutte l'accusa è di "associazione a delinquere finalizzata all’indebita compensazione ed alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale".

L'indagine svolta dai finanzieri del Gruppo di Orbassano - e coordinate dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dal sostituto procuratore Mario Bendoni - ha riguardato alcune società cooperative operanti nel settore della logistica e del facchinaggio di Milano, Latina e Roma. 

L'inchiesta ha fatto emergere l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla costituzione e alla gestione di più società cooperative, amministrate formalmente da prestanomi, che fornivano manodopera a prezzi di gran lunga inferiori al valore di mercato. Questo attraverso il sistematico utilizzo in compensazione di crediti fiscali inesistenti e l’omesso versamento dei contributi previdenziali.

Tutte le cooperative non presentavano le dichiarazioni dei redditi o le presentavano con imponibili nettamente inferiori al reale. E, soprattutto, venivano tenute in attività per periodi brevi e condotte al fallimento dopo essere state spogliate dei patrimoni residui, in particolar modo dei soldi.

Gli amministratori delle cooperative - tutti arrestati, tranne la settima persona che si sta cercando - erano tutti formalmente dei dipendenti delle stesse e percepivano però importanti compensi: più di 5mila euro al mese. I prestanome, invece, venivano reclutati tra persone bisognose e venivano retribuiti con compensi che gli inquirenti definiscono irrisori.

Attraverso l'indagine si è anche scoperto come i dipendenti (quelli veri), di fatto a loro insaputa, venivano periodicamente “trasferiti” dalle cooperative destinate al fallimento verso quelle di nuova costituzione.

E per rendere più difficoltosi i controlli, le cooperative erano registrate con la stessa denominazione sociale, ovvero "Polar", differenziandosi unicamente per la partita Iva. Con la sede legale sempre in altre regioni italiane, nonostante l'attività fosse qui in Piemonte. 

Questa mattina, 9 gennaio 2020, oltre agli arresti sono stati eseguiti sequestri preventivi finalizzati a recuperare almeno una parte dei 10 milioni di euro. Tra queste, case, autovetture, contanti e oggetti preziosi. Per un valore di 500mila euro. 

Sono state anche eseguite perquisizioni nei confronti di 15 prestanome, con il sequestro di documenti utili per l'indagine. 

Torino arresti bancarotta cooperativa Stella Polare Finanza 9 1 20 1-2

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