Gli anabolizzanti venivano acquistati tramite Facebook, Whatsapp e Telegram: tre arresti e 210 perquisizioni

Maxi sequestro anche di droga

Immagine di repertorio

Tre persone ai domiciliari, trentadue persone indagate, 210 decreti di perquisizione, 74 atleti agonisti iscritti a federazioni sportive, 11 titolari di palestre su tutto il territorio nazionale; 4 titolari di negozi di integratori alimentari su tutto il territorio nazionale. Ma anche personal trainer e operatori della sicurezza.

Sono questi i numeri dell'attività investigativa dei Nas di Torino conclusa nella giornata odierna, giovedì 14 maggio 2020, in tutta Italia.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Torino, è partita da un'altra attività investigativa incentrata nel mondo delle palestre e dei bodybuilder agonisti del Torinese, trovati in possesso di farmaci anabolizzanti che veniva acquistati mediante alcune app scaricabili su qualsiasi cellulare di ultima generazione. Come Telegram e Whatsapp. 

I militari, partendo da quelle applicazioni, hanno poi controllato i cellulari dei bodybuilder e le chat Whatsapp, scoprendo una fitta rete dedita al traffico di sostanze dopanti a livello nazionale. Scoprendo anche chi si occupasse del traffico e dello spaccio delle sostanze anabolizzanti, successivamente sequestrati. 

I farmaci erano in particolar modo medicinali contenenti principi attivi ad effetto anabolizzante e con obbligo di prescrizione medica, alcuni dei quali destinati all’uso veterinario e in gran parte non commercizzabili sul territorio nazionale.

Durante le perquisizioni, sequestrati anche cinque chili di marijuana e hashish.

Lo smercio partiva da tre distinte regioni: Puglia, Sicilia e Veneto. Di qui, poi, attraverso una rete, venivano poi smerciati in ogni regione d'Italia, anche attraverso profili Facebook “civetta”: dopo un primo contatto mediante il noto social, acquirente e venditore proseguivano la contrattazione in chat criptate.

Da quanto hanno spiegato gli inquirenti, tutti i pagamenti avvenivano tramite carte Postepay e bonifici Western Union. Le spedizioni dei plichi venivano effettuate tramite ignari servizi di corriere espresso.  

L'indagine ha avuto anche un carattere internazionale, con l'ausilio dell'EuroPol.     

I reati spaziano da "utilizzo o somministrazione di farmaci o altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti" a "spaccio di sostanze stupefacenti del tipo nandrolone", per proseguire con "ricettazione", "esercizio abusivo della professione sanitaria", "commercio e somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute pubblica" e "Commercio di medicinali guasti e/o imperfetti.

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