Cronaca Vanchiglia / Via Bettino Ricasoli, 15

Naso spaccato per una borsa arcobaleno: 13enne aggredita da un branco di ragazze a Torino vicino alla scuola

La denuncia del Coordinamento Torino Pride

Immagine di repertorio

L'hanno chiamata "cagna" e "lesbica schifosa", prima di pestarla a sangue. A soli 13 anni. Il motivo? Averla vista passeggiare, con le sue amiche, indossando una borsa e i calzini con i colori dell'arcobaleno e un cinturino in pelle rosa. 

Ad aggredirla un gruppo di ragazze, ieri pomeriggio, attorno alle 13.30, a Torino, fuori dalla scuola media "Rosselli" di via Bettino Ricasoli 15. 

Un'aggressione proseguita per diverse centinaia di metri. Prima con gli insulti e poi con i "fatti": schiaffi e calci, sullo zaino e sul corpo. E infine un pugno in pieno volto, che le ha rotto il naso. 

Poi sono fuggite. Lasciando la ragazzina e l'amica impaurite. In attesa che arrivassero i genitori per tranquillizzarle, portare la 13enne in ospedale e sporgere la denuncia ai carabinieri. 

E ora i carabinieri indagheranno. Magari partendo da una serie di segnalazioni e denunce che nel recente passato erano state fatte dalla dirigente scolastica della "Rosselli" e da alcuni genitori proprio su episodi di razzismo e omolesbobitranfobia.

“A distanza di meno di una settimana da una giovane e popolata manifestazione contro l'odio e l’omolesbobitranfobia ecco che si ripetono fatti di cui non vorremmo più parlare. La nostra solidarietà a Eva è alla sua mamma Tiziana che con coraggio hanno denunciato un fatto gravissimo. Il naso di Eva guarirà ma la ferita inferta è alla comunità scolastica e a tutta la città. Da sempre diciamo quanto parlare con i ragazzi e le ragazze nelle scuole sia importantissimo ma ancora ci sentiamo rispondere che di certe cose non si deve parlare per non turbare la mente dei ragazzi e delle ragazze. Siamo pieni e piene di rabbia ma sappiamo che il lavoro culturale che ci porterà ad essere una società migliore e inclusiva è lungo e difficile. Invitiamo la dirigente scolastica ad affrontare insieme a noi questo percorso e speriamo che il coraggio di Eva e delle sue amiche non venga scalfito da un episodio che tutti e tutte insieme dobbiamo combattere. Per i bulli e i loro genitori ci auguriamo possa iniziare un percorso di conoscenza e informazione che li renda consapevoli della gravità di alcuni gesti. Non tutto è perduto e noi siamo a completa disposizione”, dichiara Alessandro Battaglia a nome del Coordinamento Torino Pride.

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