Cronaca Aurora / Via Biella

La città ricorda Giuseppe Lorusso, agente penitenziario assassinato 40 anni fa da Lotta Continua

Osapp: "No agli ex terroristi in carcere"

La commemorazione avvenuta in mattinata in via Biella

"Il 19 gennaio è indubbiamente una giornata triste per la polizia penitenziaria". Lo afferma oggi, sabato 19 gennaio 2019, Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, sindacato di polizia penitenziaria, in occasione del 40esimo anniversario dell'omicidio di Giuseppe Lorusso, agente in servizio nel carcere Le Nuove ucciso nel 1979 in via Biella, appena uscito di casa per andare al lavoro, da un commando di terroristi di Prima Linea.

Sul luogo dell'omicidio è stata deposta una corona di alloro. Alla cerimonia hanno partecipato i due figli di Lorusso, Daniela e Domenico. Erano presenti alla cerimonia anche una rappresentanza della polizia penitenziaria, una rappresentanza dell’amministrazione penitenziaria, colleghi e amici dell'agente, il presidente delle vittime del terrorismo, il presidente dell’associazione "Nessun uomo è un’isola", una rappresentanza del Comune di Torino, una rappresentanza della Città Metropolitana e una rappresentanza della Regione Piemonte.

"Vogliamo ricordare il collega, ma anche quei valori - commenta Beneduci - impressi nel nostro cuore e nelle uniformi che con onore indossiamo in difesa dei cittadini e dello Stato. Per questo motivo non accetteremo mai che si faccia finta di niente nel consentire che ex terroristi responsabili della violenza di quegli anni e mai pentitisi facciano ingresso, perfino con tanto di onori e riconoscimenti in quelle carceri teatro tra gli altri del dolore e delle lacrime dei familiari degli amici e dei colleghi".

Il riferimento è anche in relazione alle visite in carcere di ex terroristi come, Liliana Tosi, Sergio Segio e Susanna Ronconi.

"In conclusione - dichiara Beneduci - non si tratta di negare la possibilità di emenda e di recupero sociale, ovvero la stessa funzione del sistema penitenziario ne di negare la possibilità di perdonare gli orrori di un periodo storico che ha devastato il nostro paese, ma il non volere ex terroristi in carcere e in mezzo a noi come se nulla fosse accaduto ha il significato di ribadire, ovvero di non dimenticare la memoria di chi è stato ingiustamente colpito per quei valori di giustizia e di libertà nel civile rispetto a cui al pari delle vittime noi continuiamo a credere".

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