rotate-mobile
Cronaca Lucento / Via Val della Torre

Addio a mamma Stefania, zia Sara: “Abbiamo ancora molto da fare”

La forza della famiglia di Bea

Martedì 8 agosto alle 14 nella Chiesa del Santo Volto di Torino in via Val della Torre sarà dato l’ultimo saluto a Stefania Fiorentino, la mamma 35enne del "Mondo di Bea", morta dopo una lunga malattia. Per anni ha combattuto accanto alla figlia di 8 anni Beatrice, colpita da una rarissima patologia che le ha calcificato lo scheletro. Tra i tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati vi è anche quello di Emma Marrone, idolo della bambina.

emma marrone stefani bea-2

La patologia della piccola Bea non ha un nome e nemmeno una cura, la imprigiona nel suo stesso corpo come fosse una persona di pietra a causa delle giunture calcificate a pochi mesi dalla nascita. Questa diagnosi non aveva fermato la sua mamma, il suo papà Alessandro e l’intera famiglia che per 8 anni ha lottato ogni giorno per regalare a Bea una vita il più normale possibile.

Nel 2012 è nata la pagina social per rendere noto il caso della piccola. A scrivere su questa pagina è stata spesso zia Sara, sorella di Stefania, che oggi riflette: “Sono cinque anni che scrivo su questa pagina nel modo più naturale del mondo, rendendovi partecipi di una vita che a molti può apparire come "diversa", ma per noi è fonte di normalità. Ma oggi, è veramente difficile trovare le parole giuste. Lo è stato anche sabato notte quando vi ho informato, ma in quel caso ho scritto di getto, senza rileggere. Poi ho visto le mie parole rimbalzare dappertutto, sui giornali e sulle bacheche di ognuno di voi in maniera del tutto inaspettata, e ho capito quanto è grande la responsabilità di rivolgersi a così tante persone, ed è fondamentale che arrivi il messaggio giusto. Quindi oggi, più consapevole di quanto accaduto, proverò a fare del mio meglio”. 

Continua Sara, pensando a quanto sia forte la voglia di vivere: “Questo è uno di quei momenti in cui ovviamente vacilliamo. Essere forti in certe situazioni è tanto complicato, quanto necessario. Ma se "la gioia di vivere consiste nell'avere sempre qualcuno da amare e qualcosa da aspettare", allora so per certo che noi che siamo rimasti qui abbiamo ancora molto da fare, soprattutto per Stefania. Voglio per prima cosa ringraziare uno ad uno tutti voi per i vostri messaggi. "Non siamo soli. Lì fuori c'è un'infinità di persone pronta ad esserti vicino": leggevo questa frase qualche giorno fa, ora so che è vero. E anche se ora abbiamo bisogno di essere vulnerabili e di soffrire senza filtri, sappiamo che questo ci aiuterà a ritrovare la carica per concentrarci su Beatrice”.

Infine Sara volge uno sguardo a quanto imparato dalla sorella e annuncia che porterà avanti ogni suo progetto: “Credo che un problema sia sempre una buona occasione per imparare qualcosa, e sono convinta oggi più che mai che mia sorella abbia insegnato molto, ad ognuno di noi. Ed è proprio per questo che voglio dirvi che noi non molliamo. Porteremo avanti ogni suo progetto, e non getteremo al vento quello che ha costruito finora. Abbiamo bisogno solo del tempo necessario per ricaricare le pile In uno dei miei libri preferiti, Io uccido di Giorgio Faletti, l'autore scrisse che la morte è purtroppo l'unico vero modo che il destino ha scelto per ricordarci continuamente che esiste la vita. E noi non lo dimentichiamo, e saremo qui, più forti che mai. Vi abbraccio uno ad uno”. 
 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Addio a mamma Stefania, zia Sara: “Abbiamo ancora molto da fare”

TorinoToday è in caricamento