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In un castello vecchio mille anni dove abitò Cavour oggi cucina un talentuoso chef piemontese

Alessandro Mecca, dopo 6 anni da Spazio7 a Torino, ha avviato il suo progetto gastronomico nelle Langhe. E ha realizzato il suo sogno di cucinare in un castello

“Mi è sempre piaciuta l’idea di cucinare in un castello”. E ci è riuscito Alessandro Mecca, che dal 2023 ha portato la sua cucina all’interno del Castello di Grinzane Cavour, costruito intorno alla metà del XI Secolo su una collina circondata dai vigneti delle Langhe. Nel corso delle epoche, il castello è stato proprietà di diverse famiglie nobili piemontesi, tra cui i Conti Benso di Cavour. Il più celebre esponente di questa famiglia, Camillo, soggiornò spesso al Castello ricoprendo anche la carica di sindaco del borgo di Grinzane. Adesso, oltre ad essere la sede de Il Museo delle Langhe e dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, è diventato la dimora dello chef torinese.

Alessandro Mecca mentre prepara il Pomodoro Ricostruito

Chi è lo chef Alessandro Mecca

Classe 1984, originario di Torino, Alessandro Mecca inizia a prendere dimestichezza con i fornelli presso il ristorante di famiglia, il Crocetta di Torino, dove si appassiona profondamente alla cucina tradizionale italiana. Lavorando con suo padre Donato, apprende le fondamenta del mestiere, ma è da sua madre Giovanna che impara il senso di accoglienza. Poi lavora tre anni all’Estate di San Martino a Villanova d’Asti. Poi a Guido da Costigliole, Al Sorriso di Soriso, La Ciau del Tornavento a Treiso e infine il DOM di San Paolo con Alex Atala. Dal 2015 al 2021 guida la brigata del ristorante Spazio7 presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, ottenendo la Stella Michelin nel 2018. Poi, “un po’ per ambizione personale, un po’ per la voglia di cambiare”, decide che era arrivato il momento di prendere la sua strada. A marzo 2023 inaugura il suo progetto Alessandro Mecca al Castello di Grinzane Cavour, in quella che era stata la casa di Marc Lanteri prima di lui.

La sala di Alessandro Mecca al castello di Grinzane Cavour

Com’è cucinare dentro un castello: il nuovo progetto

“Mi piaceva la location da anni, ci andavo come cliente quando c’era Alessandro Buglione come chef. Così quando mi hanno offerto l’incarico non ho esitato”, racconta Mecca a CiboToday. E così, da poco più di un anno a questa parte ha portato la sua idea di cucina tra le mura millenarie del Castello. Ci confessa che gli spazi austeri di una struttura di oltre 1000 anni fa, con soffitti bassi in certi casi e scale, non sono facilissimi da gestire lavorativamente, ma fa parte del fascino dell’ambiente. “Credo che si sia creato un bell’incastro con la mia cucina. Nel senso che io, anche se cerco di dare un’idea di cucina contemporanea, vengo comunque da basi classiche. Trovo che l’ambiente sia perfettamente in linea con quello che servo alla mia tavola”. Si mangia infatti in un’atmosfera più che suggestiva, con un arredamento classico a contrasto con stampe colorate di un’artista contemporaneo torinese, e fuori dalle ampie finestre i vigneti langaroli a perdita d’occhio. Alla sala principale si aggiunge una saletta privata panoramica, con un tavolo che può ospitare fino ad un massimo di 6 persone, affacciata su Vigna Gustava da dove si produce un cru di Barolo.

Bistecca di pomodoro

La proposta di Alessandro Mecca al Castello di Grinzane Cavour

Se c’è una certezza nel menù di Alessandro Mecca, è che il preludio di ogni pasto sarà sempre a base del suo celebre Pomodorino Ricostruito, ovvero salsa tonnata avvolta nel gel di peperone. La proposta gastronomica poi si articola in un menu alla carta e due percorsi di degustazione: Tra le Mura (5 portate 80€) che vuole raccontare il territorio attraverso alcuni grandi classici come il vitello tonnato, L’asparago di Santena, dei magistrali Agnolotti del Plin e il mitico bonet; mentre Pun-ti di Vista è un menu a mano libera, da 5, 6 e 7 portate (80, 87, 95€) che offre uno sguardo più contemporaneo al cibo.

Ci sono piatti come la Bistecca di pomodoro, il Risotto al verde con lumache, e il Raviolo di fave in brodo di pecora. Capitolo a parte per le carni, in cui Mecca va fortissimo e su cui punta molto, dal piccione alla costoletta di agnello. I piatti di tradizione piemontese, come battuta al coltello, agnolotti e vitello tonnato, non escono mai dal menu: “fa parte del mio contratto con il castello”, afferma Mecca. Inoltre, dal mercoledì al venerdì a pranzo è possibile scegliere la formula business lunch che include due piatti, la pasticceria, acqua, caffè e un calice di vino a 42€.

Alessandro Mecca al Castello di Grinzane Cavour-2

La cucina di chef Alessandro Mecca

Una cucina di gesto, come ama definirla lui stesso: di gusto, sostanza e concretezza, le fondamenta sono classiche, ma non manca il divertimento e la leggerezza. “Cerco di dare calore alla materia prima”, e ci riesce. Alessandro ama la semplicità e infatti nei piatti troviamo pochi elementi selezionati e stagionali. “Portare via la complessità da un piatto è l’unico modo per conoscere la bellezza dei cibi, stimolare il palato a tornare all’autenticità delle materie prime. Quando possiamo, utilizziamo gli ingredienti nella loro totalità, come nel caso del ‘Dentice dalla testa alla coda’. Lo stesso cerchiamo di fare con il vegetale, con un approccio che si concentra sulla riduzione al minimo degli scarti”, racconta mentre è appena tornato dal mercato dei contadini di Porta Palazzo a Torino, il suo appuntamento fisso del mercoledì. Prossimi obiettivi? “Fare bene e dare un’identità concreta al mio ristorante. L’ambizione più grande è quella di far star bene sì i clienti, ma anche chi lavora all’interno della mia brigata, lasciando a ognuno i propri spazi. Oggi i cuochi e i ristoratori devono concentrarsi su questo, per me è l’unico modo per riavvicinare i giovani al nostro mestiere”.

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