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12 indirizzi per scoprire le migliori gelaterie di Torino

Dall’insegna storica e un po’ vintage al nuovo locale di design; dai grandi classici della tradizione ai gusti più estrosi e sorprendenti. I migliori gelati in città

Dove trovare il miglior gelato e le migliori gelaterie di Torino? Sarà per la lunga tradizione in fatto di cacao e cioccolato, per la vicinanza delle montagne col loro latte da alpeggio o perché i piemontesi sono proverbiali buongustai, sta di fatto che le buone gelaterie artigianali a Torino non mancano. Noi, a dire il vero, il gelato lo mangiamo tutto l’anno, ma in vista della bella stagione ci siamo sbrigati a comporre una lista delle nostre insegne preferite, le migliori dove programmare le merende dei prossimi mesi. Dalla bottega storica dallo spirito vintage (ma ancora assolutamente vivace) alla nuova apertura più pop, dal giardino fiorito in periferia a coni e coppette d’artista: di seguito ne trovate per tutti i gusti.

Alberto Marchetti
Casa Clara
Cascina Roseleto Gelateria Contadina
Gelateria Aria
Gelateria Popolare
Gelateria Silvano
Gelateria La Tosca
Gelateria Miretti
Gelateria Nivà
Gelateria Ottimo!
Gelati d’Antan
Maradeiboschi
Gelateria

Alberto Marchetti

Figlio d’arte, è cresciuto tra i coni e le carapine della gelateria del papà a Nichelino (poco distante dal capoluogo piemontese). Il suo è un prodotto che spicca per cremosità e dalla lista degli ingredienti cortissima, con molte materie prime dai presidi Slow Food di tutta Italia. Ma c’è anche tanta passione per il territorio: latte fresco delle valli piemontesi, cioccolato torinese di Guido Gobino, nocciole delle Langhe e ramassin (un tipo di susina) della Val Bronda. Deliziose le creme, in particolare quelle al cioccolato bianco con caramello salato oppure arancia e brandy. A Casa Marchetti, da qualche tempo, c’è anche un’altra novità golosa: lo zabaione in barattolo Zabà, con uova fresche, zucchero e Marsala, come tradizione comanda. Si può acquistare online (8€), mentre in negozio le coppette partono da 2,50€. 26€ al kg per le vaschette da asporto. A metà aprile ha aperto la sua sesta insegna torinese in Corso Galileo Ferraris: in soli 8,5 metri quadri di superficie, si può scegliere tra 16 gusti.

Il gelatiere Alberto Marchetti

Gelateria

Casa Clara

Una gelateria e caffetteria che è anche un bell’esempio di come l’attività dei bravi esercenti riesca a essere un vettore di riqualificazione urbana. L’ha aperta nel 2018 l’imprenditrice polacca innamorata della Sicilia Silvia Wdowiak, ristrutturando un’ex conceria nel quartiere periferico di Borgo Vittoria, che ora comprende un laboratorio moderno e un delizioso giardino verde. Aperto da aprile a settembre, qui si viene anche per l’aperitivo all’aperto e per le granite, fatte a regola d’arte (anche in versione alcolica). Il bancone prevede dodici gusti fissi più quattro a rotazione. Ottimo l’omaggio alla Piana di Catania (mandorle, arancio e croccante al sale) come il più locale “bogianen” (un appellativo che richiama la caparbietà dei piemontesi), con fave di cacao e liquore ratafià. 

L'interno di Casa Clara

Gelateria

Cascina Roseleto Gelateria Contadina

Prendete nota: il punto vendita torinese di Cascina Roseleto è aperto soltanto di pomeriggio. L’omonima azienda agricola attiva dal 1965 a Villastellone (a mezz’ora dal centro) consegna tutti i giorni il latte di cascina e le uova biologiche che sono alla base di un gelato genuino e semplice. I gusti sono, per scelta, pochi ma tutti ottimi: tra le creme bianche c’è il fiordilatte (anche variegato al bicerìn, la tipica bevanda torinese a base di caffè, cioccolato e crema di latte) e lo yogurt; tra quelle gialle lo zabaione e la crema Malaga, oltre ai tanti sorbetti con frutta di stagione selezionata (chinotto di Savona, mirtillo di montagna, pesca di Canale d’Alba e pera di Pagno). Non dimenticate la specialità della casa: il “Ciaparàt” (traducibile come “fanfarone”, dal dialetto piemontese), al biscotto variegato gianduja, mandorle e nocciole caramellate. La vaschetta da 1,1 kg costa 25€.

Il banco di Cascina Roseleta Gelateria Contadina

Gelateria

Gelateria Aria

Davide Ferrero e Roberto Speranza hanno aperto il loro locale dagli interni spaziosi e installazioni al neon a maggio 2022, nel quartiere Vanchiglia. Importanti le esperienze pregresse in alcune delle migliori gelaterie della città; per entrambi da Maradeiboschi, oltre a Gelati d’Antan e Alberto Marchetti. Il nome sintetizza uno stile: il gelato qui è “arioso”, semplice e leggero. Date un’occhiata alla lavagna, aggiornata di frequente, e scegliete tra i Classiconi (pistacchio e nocciola), i Vegani (cioccolato 100% e fragola Candonga) e i divertenti Speri-Mentali: ci sono sapori di casa come l’ovetto sbattuto, il riso e cannella e il pane, burro e zucchero o gusti più innovativi, come la crema con croccante di nocciola e pepe di Sichuan. In negozio si trovano anche dolci in barattolo (cheesecake e babà), tartellette monoporzione e creme spalmabili fatte da loro. Coni e coppette a partire da 3€, vaschette a 27€ al kg.

Crema, croccante di nocciole e pepe di Sichuan di Aria

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Gelateria Popolare

Un piccolo locale a pochi metri dall’animata Porta Palazzo, aperto dal 2007 per proporre un gelato artigianale a prezzi, appunto, sempre popolari. Le materie prime delle creme comprendono esclusivamente latte e panna freschi, zucchero di canna e uova pastorizzate; per i sorbetti frutta basta acqua e un po’ di zucchero. Buonissimi il cioccolato fondente (anche nella versione senza latte), la “crema popolare” (una crema gialla aromatizzata al limone e vaniglia) e il giandujotto. Tra i gusti a base di frutta vale la pena assaggiare quelli leggermente speziati, come mela e cannella, arancio e cardamomo e pera e chiodi di garofano. D’inverno si servono anche cioccolata in tazza e zabaione caldo, per una pausa dalla passeggiata tra le bancarelle del vicino mercato Balon. Coppette e coni da 2,50€; vaschette a 25€ al kg.

Il gusto gran Balon di Gelateria Popolare

Gelateria

Gelateria Silvano

Parliamo di una delle gelaterie storiche della città, aperta dal 1960 nei pressi di piazza Carducci e del Lingotto. Il suo “gelato d’altri tempi” — come recita l’insegna — è buonissimo anche oggi e rimane legato ai gusti della tradizione pur essendo moderno in termini di equilibrio, cremosità e leggerezza. Il gusto crema di riso, inventato qui tanti decenni fa con riso vercellese cotto nel latte, scorza di limone e vaniglia, si ottiene ancora dalla medesima ricetta. Parlano piemontese anche il bacio di Alessandria e il marron glacé, mentre sono più “internazionali” il gelato al crumble di mele e quello al mocaccino. Coni e coppette da 2,50€; 31€ per la vaschetta da 1,1 kg.

Il gusto Gran Torino della Gelateria Silvano

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Gelateria La Tosca

La Tosca è una gelateria dalla storia più che trentennale nel quartiere liberty di San Donato. La conduce Riccardo Serra, figlio e fratello d’arte — anche Marco Serra, gelatiere a Carignano, è un artigiano premiato — e sostenitore appassionato delle filiere piemontesi. Nel suo laboratorio si usano soltanto latte e panna di alta qualità provenienti da pascoli regionali, pastorizzati e lasciati maturare in appositi tini prima della miscelazione con, ad esempio, nocciole Igp. Qui si usa anche il vino Moscato Docg, dal quale si ottiene un gelato dal gusto intenso, privo di latte. La scelta è ampia specie in estate, quando si arriva a un totale di 36 gusti, tra creme (al sale o al limone con biscotti paste di meliga), tante varietà al cioccolato, frutta di stagione e anche varianti gastronomiche (ovvero a base di ingredienti salati), come il gorgonzola variegato ai lamponi. Il locale, infine, è anche caffetteria e serve cornetti al mattino, torte gelato e monoporzioni. I coni partono da 2,80€ e il gelato si vende a 26€ al kg.

Il gelatiere de La Tosca Riccardo Serra

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Gelateria Miretti

Il gelatiere Leonardo La Porta ha rilevato questo locale centrale della famiglia Miretti nel 1989, e lo guida da allora con una passione che gli è valsa non pochi riconoscimenti. Non fatevi ingannare dall’arredamento un po’ vintage: qui la ricerca non si ferma mai e i gusti sono quelli sempre nuovi che si possono controllare sulla pagina Instagram. In periodo pasquale, ad esempio, c’è il gelato alla pastiera napoletana, con fior di latte, grano cotto, ricotta e arancia candita. Oppure la crema di San Giovanni, preparata in occasione della festa del patrono con zafferano e pepe rosa. Buona l’attenzione verso gli aspetti nutrizionali, con almeno un gusto a basso indice glicemico diverso ogni mese, per chi deve limitare gli zuccheri. Tra i più recenti c’è ad esempio il Vento d’Avola, a base di latte, panna, mandorle e arancia. Una vaschetta da 1 kg costa 32€.

Il gelato allo yogurt al basilico con croccante al frutto della passione di Miretti-2

Gelateria

Gelateria Nivà

Due sedi a Torino e altri avamposti all’estero, in particolare a Cannes, Porto e Lisbona: quella di Nivà è una storia di successo familiare lunga oltre 25 anni. Al timone ci sono Diana De Benedetti e la figlia Dalia Rivolta, gelatiere provenienti dal settore dell’alta gastronomia. I punti vendita sabaudi sono eleganti e curati, così come tutti i prodotti, che si distinguono per la pulizia del gusto e l’ottima consistenza. Qui infatti si usa soltanto latte d’alpeggio italiano e frutta di stagione preferibilmente da piccoli produttori a chilometro 0, come pesche di vigna, uva fragola, ramassin e pera Burè Roca. Sono protagonisti anche altri ingredienti tipici del territorio: nocciole, castagne, pinoli, caffè e cioccolato di qualità (vaschette da 1 kg a 30€, coni e coppette da 3,50€). Le granite, infine, sono spesso arricchite da erbe aromatiche.

Il gelato al passito con guarnitura di amaretti di Nivà

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Gelateria Ottimo!

Giulio Rocci ha deciso di riportare in vita i ricettari della nonna aprendo la sua prima gelateria di corso Stati Uniti nel 2007. Da allora, insieme a Emanuele Monero, si è distinto come uno degli artigiani più fantasiosi in materia di creme e sorbetti, stupendo i clienti con gusti sempre nuovi, e spesso anticonvenzionali, come ananas e whisky torbato, pompelmo e Campari o petali di rosa e caramello salato. C’è una buona scelta di gusti senza latte adatti alla clientela vegana, non solo a base di frutta, ma anche fondente, pistacchio e nocciola. Tra le ricette più amate vanno citate la crema Saint-Tropez (una chantilly con vaniglia Bourbon e scorza di limone, che si ispira alla tipica farcitura della torta tropézienne) e il “bacio da Torino”, con nocciola, cioccolato e caffè in abbinamento a burro e funghi porcini. Perché qui, a volte, i confini tra il gelato tradizionale e quello gastronomico sono sottili. I bambini possono ordinare un cono mini per 2€, mentre i coni e coppette “da grandi” partono da 3€; il gelato da asporto costa 28€ al kg.

Un cono mango e zenzero e pompelmo e Campari di Ottimo!

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Gelati d’Antan

Nicolò Arietti ha aperto una gelateria accogliente, tutta arredata in rosa, nel 2008. La sua attività instancabile in laboratorio, fatta di ricerca sulle materie prime e della capacità di mettere a punto ricette creative, gli è valsa il premio come miglior gelatiere emergente secondo la guida Gelaterie d’Italia 2018 del Gambero Rosso. Merito anche del sorbetto al lampone e Malvasia dolce Doc, che va ancora per la maggiore. Buonissimi anche i gusti a base di crema, con tante novità che di mese in mese elaborano ingredienti locali. Una delle più recenti? Il gusto pane, burro e marmellata con pane di grano duro, burro d’alpeggio e marmellata artigianale di fragole oppure quello alla “torta alle nocciole”, con frutta secca Igp. Coni e coppette da 2,50€; il prezzo della vaschetta da 1,1 kg è di 27€.

Il banco di Gelati d'Antan

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Maradeiboschi

Un “laboratorio del gusto” nato nel 2012 per iniziativa di Riccardo Ronchi ed Edoardo Patrone, con all’attivo tre punti vendita, oltre alle sedi di Milano e Barolo. Citare solo il gelato è riduttivo, perché Maradeiboschi si occupa anche di specialty coffee e cioccolato artigianale, traducendo in ogni settore l’estro che si deve al passato da galleristi dei proprietari. Può capitare, infatti, di trovare ricette di gelato “d’artista”, oltre a praline e cioccolatini in tiratura limitata. Accomodatevi ai tavolini in piazza Carlina (così i torinesi chiamano piazza Carlo Emanuele) e assaggiate uno dei tanti gusti al caffè oppure il Marotto: un gianduja con nocciola Piemonte Igp, totalmente privo di latte. Ottimo anche il Bocuse (omaggio al grande chef francese), con pistacchio, limone candito e polvere di mandorla caramellata e — quando di stagione — il Mara des bois, la varietà di fragoline di bosco che dà il nome al locale. Molte opzioni vegane e coni e coppette da 3,50€ (vaschetta da 1 kg a 28€).

Il dehors di Maradeiboschi a Piazza Carlina

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