Domenica, 26 Settembre 2021
Alexia Penna

Opinioni

Alexia Penna

Collaboratore Torino TorinoToday

Vanchiglia

Quando la vivacità e il colore vanno bene altrove, ma non a Torino

Urbanismo tattico che passione

A Torino ha fatto il suo esordio in queste ultime settimane, l'urbanismo tattico. Si tratta di un approccio di forte impatto di cui in Italia si parla solo da pochi anni, che si basa sull'idea che per rendere gradevole - o sgradevole, dipende dai punti di vista - una strada o una piazza basti davvero poco. Secchi di vernice a gogò, olio di gomito, qualche arredo urbano tipo panchine e fioriere e una buona dose di originalità per animare piazze, strade, vie che, da semplici spazi occupati da auto, si trasformano in "spazio di tutti". Per fermarsi a chiacchierare, leggere un libro o perchè no, anche lavorare. In città si è già disquisito molto sui grandi pois di Largo Montebello, che in effetti ricordano un po' il Mondo della Pimpa o Pufflandia, o sulle macchie di colore per segnalare la nuova pedonalizzazione in via Durandi. Più in male che in bene.

Pennellate di modernità insomma, sferzate di allegria - peraltro del tutto reversibili - che nel resto del mondo piacciono e incontrano simpatie, ma che a Torino, nella stragrande maggioranza dei commenti, trovano pareri contrari. 
Piace la Plaza 98 a Miami con i suoi triangoli fucsia e verde acido; piace il Paseo Bandera a Santiago del Cile, una delle arterie più congestionate della città, trasformata in coloratissima promenade; piace la nuova e pedonalizzata Time Square di New York così come piacciono le 'superilles' di Barcellona dove è stata limitata la circolazione delle auto. La novità piace ovunque, ma a Torino in linea di massima non piace. Chi dice perchè Torino "è una città storica" e la soluzione non è pertinente, chi addirittura la trova un'idea di pessimo gusto.

Vero che forse i cittadini sono un po' esasperati dalle modifiche della viabilità, uscite dal cilindro dell'amministrazione Appendino nell'ultimo quinquennio. Ma, volendo spezzare una lancia a favore della - seppur per poco - ancora attuale giunta, viene da pensare che il colore e il gioco che ovunque istigano almeno un sorriso, sotto la Mole non vengano ben digeriti non tanto per un richiamo all'amministrazione a occuparsi di cose più importanti, quanto per via della pur sempre dominante e insita 'indole sabauda'. Rigore, riserbo, discrezione e serietà prima di tutto (ma anche un po' di tristezza): "Cosa sono ste pagliacciate?", si legge perlopiù sui social dove si commentano gli originali interventi in città. Insomma, il 'grigiore' rischia di avere sempre il sopravvento, è più forte di noi. Ma siamo sicuri che un mondo a tinte vivaci, almeno nella nostra piccola quotidianità, a noi torinesi proprio non piaccia?
 

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