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Le scarpe volanti su Torino: usanza strampalata o emblema di una vita spericolata?

Pendono dai cavi elettrici, nei parchi e sulle strade della città: ma non piacciono a tutti

Torino è sempre più 'grunge' con il fenomeno diffuso delle 'scarpe volanti'. A decine pendono dall'alto sulla città, prevalentemente dai fili della luce, in prossimità soprattutto di parchi e zone da skater. Sono infatti loro prevalentemente, ma anche chi pratica il parkour, chi fa acrobazie in Bmx, sui pattini in linea o chi si cimenta nelle discipline cosiddette 'da strada' che arrivano dagli States e che oggi vanno tanto di moda tra i giovani, a lasciare appese ovunque le loro sneakers. Un  modo come un altro per segnare il territorio dove si esprimono con salti mortali ed evoluzioni di vario tipo, come a dire 'questa è zona nostra'. 

Un'usanza, nata un po' come manifestazione della ribellione giovanile, che in America chiamano 'shoefiti' da shoe, scarpe, e graffiti e che evidentemente nel capoluogo piemontese, è proprio il caso di dirlo, sta prendendo piede. Per la verità qualche scarpa appesa c'è già da anni in centro, alla Cavallerizza guardando in direzione Mole Antonelliana, ma ora se ne segnalano diverse a Parco Dora, ormai diventato tempio di skater e atleti di strada, in via Dina in zona Mirafiori, in piazzale Valdo Fusi dove i ragazzi delle tavole si cimentano sulle rampe e anche su corso Casale, di fronte al Motovelodromo, tornato in vita e appena inaugurato, vicino alla pista di pattinaggio lungo Po. 

E ora che con la bella stagione la gente ricomincia a stare all'aperto e a guardarsi attorno, sui social, nei gruppi Facebook cittadini, piovono i commenti più disparati: c'è chi si rallegra di questa usanza e divertito la guarda con simpatia, chi invece quasi scandalizzato, arriccia il naso dicendo che "siamo solo buoni a importare mode strampalate". Ma cosa c'è di più rappresentativo fra i giovani di oggi - e anche in diverse generazioni addietro - delle scarpe da ginnastica? Che siano belle da vedere, lì a penzoloni, consumate e sdrucite, quello certamente no. Ma in qualche modo vogliono essere un simbolo, un emblema di chi vive la città in maniera sportiva e diciamolo, anche un po' spericolata. Per ora le scarpe restano lì e davanti alla ritrosia del torinese dalla mentalità più retrò, gli skater fanno spallucce e continuano a tenere alta la loro bandiera.    

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