Profili di viaggio

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Ovidio & Gelindo i personaggi del presepe Piemontese

Presenze inattese sui bordi del presepe

Nel grande romanzo dello scrittore rumeno Vintilă Horia Dieu est né en exil (in francese, 1960 – edizione più recente, Dio è nato in esilio, Castelvecchi 2015) la nascita di Gesù viene narrata in termini toccanti al poeta Ovidio, in malinconico esilio sul Mar Nero, da un acciaccato testimone, un medico greco alcolizzato che poi cercherà per la vita restantegli di ritrovare il Bambino.

Affidare la narrazione del Natale a un personaggio con un carico di fragilità evidente, e in cui sia possibile bene o male riconoscersi, può aiutare a mettere a fuoco quale valore si attribuisca a una nascita divina tra le miserie umane.
A un simile spirito di “avvicinamento” si rifà la tradizione piemontese – diffusa non solo nel Monferrato cui peculiarmente si raccorda, ma dall’Alessandrino al Novarese, al Roero e persino a Torino – della messa in scena nei giorni natalizi della Favola di Gelindo. Vero e proprio Mistero popolare tra stalle e teatri di parrocchie, questa lettura del Natale da un copione forse seicentesco (stampato per la prima volta ad Asti due secoli dopo, 1809) vede l’intervento di una maschera locale, appunto Gelindo, ipotetico primo testimone della Natività.

Una maschera che incarna sorridendo il bravo contadino monferrino, semplice e un po’ burbero, insicuro, pasticcione e sbadato (da cui l’appellativo popolare “Gelindo” a un distrattone, o la locuzione “Gelindo ritorna” per chi continui a tornare indietro sui propri passi) e dunque sempre in ritardo: tutte caratteristiche che però nella favola-commedia gli permettono un incontro autentico con quella Famiglia tanto particolare.
 

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Profili di Viaggio è un blog scritto da viaggiatori per altri viaggiatori, dedicato a coloro che si fanno distrarre volentieri dalle suggestioni evocate da un paesaggio o da un profumo. Un appuntamento giornaliero per 'far flanella', bighellonare in italiano corretto, seguendo le scie che conducano ai luoghi dell'anima.

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