Sabato, 12 Giugno 2021
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A cura di Emanuela Galleano

La passsione secondo Carol Rama

Trasgressione in salsa torinese, mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Torino fino al 5 febbraio 2017

“Non ho avuto maestri pittori, il senso del peccato è il mio maestro. Il peccato è una trasgressione del pensiero’’

Questa la chiave di lettura, fornita dalla stessa Carol Rama, che ci guida nell’interpretazione delle opere esposte nell’ambito della mostra curata da Teresa Grandas e Paul B. Preciado per il museo MACBA di Barcellona e realizzata in collaborazione con la GAM e altri tre musei europei. La mostra giunge ora a Torino, nella città dove l’artista ha sempre vissuto e lavorato e nel museo che conserva molti dei suo capolavori nella collezione permanente.

La straordinaria mostra monografica, dedicata a una torinese dal respiro internazionale, è assolutamente da vedere. Carol Rama ci risucchia nel suo mondo deforme, definito dall’abbandono e dalla sofferenza e che delinea con precisione il ruolo dell’artista contemporaneo. L’artista, ovvero un essere capace di incarnare il bene e il male del mondo in cui si trova a operare, spalanca una finestra sul significato spirituale dell’arte. L’artista sofferente e crocifisso che prende su di sé tutto il brutto e il bello del mondo liberando noi comuni mortali da un enorme peso.

C’è amore nelle opere di Rama e c’è anche quanto non vorremmo vedere: oscenità, bruttezza, deformità, mutilazione. La leggenda narra che la sua prima personale venisse chiusa dalle autorità fasciste per oscenità. L'offesa al pudore consisteva nella rappresentazione dei malati psichiatrici e dei mutilati di guerra.

Attuale anche oggi, forse oggi più che mai, la riflessione sul il desiderio di 'purezza' e 'perfezione' che ha animato la nascita del movimento fascista.

Vi auguriamo buona visione.

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