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A cura di Emanuela Galleano

La notte di Valperga

Un piemontese ai piedi dei Carpazi

Quando Dario Argento per le riprese di Dracula 3D, 2012, utilizza scenari piemontesi a evocare i Carpazi (con riprese nel Ricetto di Candelo e nel castello di Montalto Dora) non si prende una licenza eccessiva. E non solo perché certe località alpine odorano davvero di gotico, ma anche perché almeno un piemontese ha in effetti frequentato lo stesso mondo – corti, castelli, frontiere – da cui verrà il Dracula storico.


Alla corte imperiale di Sigismondo di Lussemburgo e di sua moglie Barbara di Cilli (detta la Messalina tedesca, già contessa stiriana e accreditata improbabilmente in certi giri esoterici quale ispiratrice della vampira Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu) s’illustra infatti un uomo d’armi canavesano, Giorgio Valperga di Mazzè. Nato attorno al 1371, dopo l’imporsi dei nemici Savoia nel Canavese e la morte della giovane moglie, Giorgio cerca fortuna in Ungheria, dove il futuro imperatore Sigismondo lo ingaggia una prima volta. Di lì alterne vicende lo condurranno da un capo all’altro dell’Europa con incarichi d’eccezione; e tra i molti personaggi eccellenti da lui incontrati devono figurare vari dei presunti “vampiri” delle aristocrazie dell’est e del futuro Ordine del Dragone, compresi forse membri della famiglia regnante in Valacchia – come Vlad poi detto Dracul, padre di Dracula l’Impalatore. In effetti Giorgio cadrà combattendo i turchi proprio sul confine valacco nel 1429; l’Impalatore nascerà due anni dopo.


La figura del Valperga, tema di pittoresche rievocazioni da parte della comunità di Mazzè, finisce così col rappresentare un affascinante e poco noto momento di connessione con le tormentate vicende dei confini orientali dell’Impero del XV secolo. Sulla figura si rimanda al “saggio storico romanzato” di Livio Barengo, Giorgio dei Conti di Valperga, Signore di Mazzè. Un europeo del XV secolo, GET, Chivasso 1998.

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