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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Cumuli di rifiuti in pieno centro: è questo il biglietto da visita di Torino per i turisti di Eurovision?

Quella spazzatura simbolo dell'abbandono di un intero quartiere

Ci sono un comodino, un armadio smontato, una cassettiera e in fondo - anche se non si vede bene - dovrebbe esserci anche una credenza; poi ci sono vestiti, bicchieri di plastica, un mocio, cartoni di prodotti confezionati, alimenti sulla buona strada per la decomposizione e tanta puzza. Tutto ciò è lì da almeno un paio di giorni rispetto al momento - giovedì 28 aprile - in cui sto scrivendo queste righe. È veramente questo il biglietto da visita di Torino che vogliamo presentare ai turisti che verranno in città per l'Eurovision o per le ATP Finals? 

Sì, perché questa fotografia è stata scattata a Porta Palazzo, in piazza della Repubblica. Siamo a 150 metri dall'imbocco della Galleria Umberto I; a 140 metri dall'ingresso dell'Antica Tettoia dell'Orologio; a 180 metri dalle Porte Palatine; a 500 metri da piazza Palazzo di Città; a 600 metri da piazza Borgo Dora e a 700 dal Sermig; a 700 da piazza Castello e da via Garibaldi. 

Un elenco di metri e luoghi che fotografa in modo puntuale quanto quell'agglomerato di rifiuti sia centrale nella geografia turistica di Torino. Si, perché il mercato di Porta Palazzo è uno dei cuori pulsanti della città che vale la pena di visitare e non da oggi. Giuseppe Culicchia è solo uno degli ultimi ad averlo esaltato definendo questo posto la cucina della città (Torino è casa mia, editore Laterza del 2005); prima di lui a raccontare il mercato più grande d'Europa sono stati Gozzano che lo ha fatto con eleganza e romanticismo ed Edmondo de Amicis che, come molti torinesi e turisti fanno oggi, consigliava di vederlo il "mattina di sabato, d’inverno…".

Porta Palazzo - e forse paradossalmente di questo non vi è piena consapevolezza - è uno dei quartieri per i quali vale la pena venire a visitare Torino, ma negli anni quella che era stata un'importante riqualificazione ha subito una brusca frenata. Metto le mani avanti per evitare fraintendimenti: quando parlo di riqualificazione non intendo cambiare la natura di quel posto aprendo la strada a una sostituzione di chi anima oggi quelle strade, i banchi del mercato e i locali che ci sono intorno; quando parlo di riqualificazione intendo un progetto che coinvolga chi già è presente in quel posto e intendo attenzione al territorio. 

Sappiamo tutti che a Torino c'è una questione aperta che è quella della zona nord. L'imbocco di piazza della Repubblica andando verso lungo Dora è il confine di un'altra città per la quale - questa è la mia sensazione - sembra esserci meno interesse. È vero in questo territorio, ci sono realtà che sono vere e proprie eccellenze, ma contestualmente a pochi metri da questi posti convivono le forti fragilità di Porta Palazzo. 

Alcuni esempi: i senza fissa dimora che vivono sotto i portici a pochi metri dall'imbocco di via Milano; i tossicodipendenti che si bucano vicino al ponte Mosca e chi gli vende la dose; i tanti che sono all'interno della povertà più assoluta che si improvvisano ambulanti e i tantissimi che alla fine della giornata di mercato rovistano tra i rifiuti degli ambulanti. Ecco, io vedo quel cumulo di rifiuti come un simbolo dell'abbandono che sta vivendo questa parte di città che è a due passi dal 'palazzo'. 

E allora mi domando, è veramente questo il biglietto da visita di Torino che vogliamo presentare ai turisti che verranno in città per l'Eurovision o per le ATP Finals? Ma soprattutto, è davvero questa la Torino che vogliamo? Parliamone anche andando oltre le esigenze dei turisti e pensando a quelle di chi ci vive.
 

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