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Juve eliminata dalla Champions: il fallimento del ritorno di Allegri

E i tifosi lo vorrebbero già mandar via: #allegriout sui social

La Juventus esce con le ossa rotte dalla sfida di ieri sera con il Villarreal. Lo 0-3 che ha sancito l'ennesima eliminazione dalla Champions dei bianconeri ha dimostrato la netta differenza fra avere una rosa competitiva in Italia e una competitiva anche a livello europeo.

E, probabilmente, come neanche il ritorno in panchina di Allegri abbia portato a quell'inversione di rotta tanto auspicata dalla dirigenza bianconera e voluta dal tifo, che ancora cova rabbia per lo scudetto scippato dai rivali per antonomasia dell'Inter. 

A poco più di due mesi dalla fine della stagione sportiva 2021-2022, la Juventus rimane in corsa, teoricamente, per lo scudetto e la Coppa Italia: ad aprile si giocherà la sfida di ritorno con la Fiorentina e all'andata arrivò il successo all'ultimo respiro grazie all'autorete di Venuti.

Il rischio degli "zeru tituli" è davvero dietro l'angolo. E sancirebbe il fallimento di Allegri in panchina, che per certi versi c'è già stato. Sarri, nel suo unico anno alla Juve, ha vinto lo scudetto e ha perso le finali di SuperCoppa e Coppa Italia. Pirlo, invece, perse lo scudetto ma vinse le finali di SuperCoppa e Coppa Italia. E giocando decisamente meglio rispetto all'attuale Juve. 

Una Juve che quest'anno si è già vista soffiare dall'Inter, all'ultimo secondo, la SuperCoppa Italiana e, ieri sera, la nuova uscita dalla Champions. Ovvero, inutile girarci attorno, il vero obiettivo di ogni stagione per i bianconeri. 

Vero, le assenze hanno pesato anche ieri sera. Perché, magari, con un Chiesa e un Bonucci in campo forse si sarebbe vista un'altra Juve. E i troppi infortuni stagionali - togliendo Chiesa e Kaio Jorge, che sono infortuni gravi da contrasto di gioco - di carattere muscolare devono fare riflettere (nota a margine: Locatelli ha il covid ed è quindi fuori dalle convocazioni per la gara di campionato).

Ma è anche vero che con i "se" non si va da nessuna parte. E se nel primo tempo la Juve ha creato problemi alla retroguardia spagnola, nella ripresa è mancata la grinta, la voglia di spingere per trovare il vantaggio che avrebbe pressoché chiuso i conti. Una Juve sulle gambe, avulsa dal gioco, e un Allegri che ha cambiato la Juve quando era tardi e tutto era irremediabilmente compromesso.

Hanno ragione sai Evra sia Marchisio: il francese, su Prime, ha detto come "Allegri stia facendo miracoli perché non c'è qualità, soprattutto a centrocampo. Prima c'erano Marchisio, Vidal, Pirlo, Pogba. Oggi ad Arthur non ho visto fare un cambio di gioco, questo era importante oggi per fare la differenza".

Marchisio, invece, parla della qualità della squadra: "Si può parlare di maledizione Champions per la Juve se perdi le finali. Se esci per tre anni di fila agli ottavi di Champions è un problema più profondo. Di identità, di gioco, di giocatori".

E la Juve, negli ultimi anni, è uscita, rispettivamente: con il Porto l'anno scorso agli ottavi; con il Lione agli ottavi nel 2020; con l'Ajax ai quarti nel 2019; con il Real ai quarti nel 2018. E l'ultima finale, persa con il Real, è nel 2017. Proprio con Allegri in panchina. 

Una Juve che paga a caro prezzo l'eliminazione: sui social è già #allegriout. E questo nonostante le scuse di capitan Bonucci ai tifosi.

E per i bianconeri è già tempo di bilanci e di programmazione della prossima stagione: nuovo cambio in panchina? Altri soldi dalla proprietà per rinforzare la squadra? Possibili importanti cessioni, come Dybala e De Ligt? Saranno mesi davvero caldi alla Continassa...

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