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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Salute

Cuore in salute: le buone abitudini da seguire e i valori da tenere sotto controllo

L'importanza della prevenzione

I danni collaterali della pandemia sono numerosi e devastanti. Investono la condizione economica, la socialità ed anche la sfera della salute di ognuno, non solo per la minaccia diretta rappresentata dal covid ma per le conseguenze indirette. Si tratta di quei diffusi timori che fanno stare lontani da ospedali e medici, rimandando i controlli periodici ed ogni visita che non sia indispensabile.  Il problema è che la prevenzione è fondamentale e i mancati controlli aumentano il rischio. la situazione è evidente e grave per quanto riguarda le patologie cardiovascolari.

Nel nostro Paese, le patologie cardiovascolari colpiscono circa 5,5 milioni di persone e costituiscono la prima causa di ricovero ospedaliero: 1 milione di casi (il 14% del totale) è relativo a infarto, ictus o ischemie, oltre ad essere la principale causa di morte ( il 36% di tutti i decessi).  A seguito dell'epidemia da Coronavirus, a causa della riduzione delle ospedalizzazioni, le patologie cardiovascolari stanno registrando un consistente aumento della mortalità: in caso di infarto, ad esempio, è triplicata rispetto al 2019, come rileva la Società italiana di Cardiologia SIC4.

La prevenzione diventa quindi la strategia fondamentale per proteggersi. Ecco cosa sapere

Infarto: cos'è e quali sono i sintomi

L’infarto cardiaco è una lesione della parete muscolare del cuore, il miocardio.

Durante un infarto, il flusso sanguigno all’interno delle arterie coronariche, deputate a portare nutrienti e ossigeno alle cellule che compongono il miocardio, viene interrotto a causa della formazione di un trombo (un coagulo di piastrine e fibrina) in corrispondenza delle placche aterosclerotiche, accumuli di grasso di cui il componente principale è il colesterolo. L’irrorazione delle cellule cardiache viene quindi interrotta dal trombo ed esse, di conseguenza, muoiono.

Riconoscere subito i sintomi di un infarto diventa quindi fondamentale per poter agire tempestivamente. L’intervento immediato, infatti, è un fattore cruciale per il cuore: più a lungo si attende, più le cellule cardiache andranno incontro a morte. Se si presenta dolore al petto, che può irradiarsi verso collo, braccio sinistro o schiena, spesso accompagnato da sudorazione fredda e malessere generale (pallore e sofferenza), difficoltà a respirare, peso sullo stomaco e senso di angoscia si devono chiamare subito i numeri di emergenza (112 o 118).

Inoltre, è bene ricordare che in seguito ad un infarto, il rischio di incorrere in un secondo evento acuto aumenta. In questo caso diventa quindi fondamentale la “prevenzione secondaria”, ovvero seguire le indicazioni del medico e raggiungere gli obiettivi richiesti per abbassare il rischio di incorrere in un secondo infarto.

Cuore in salute, le abitudini da seguire

Assumere le seguenti buone abitudini è fondamentale per prevenire ulteriori problemi:

  • smettere di fumare ed evitare il fumo passivo - il fumo è una pessima abitudine che interessa circa il 20% degli adulti con effetti negativi sulla coagulazione del sangue e sui processi infiammatori;
  • tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue;
  • seguire fedelmente la terapia prescritta dal medico;
  • non interrompere mai la terapia di propria iniziativa;
  • ridurre il consumo di alcol;
  • seguire una dieta variata, iposodica e ipoglicemica;
  • in caso di diabete seguire le indicazioni del medico, oltre ad una corretta nutrizione e un’attività fisica adeguata alla patologia;
  • mantenere il peso forma;
  • svolgere attività fisica consona al proprio stato di salute;
  • tenere sotto controllo lo stress;
  • dormire almeno 6-8 ore a notte.

Cuore, i valori da tenere sotto controllo

Posto che è sempre fondamentale seguire le istruzioni del proprio medico curante, ci sono alcuni valori che devono essere tenuti sotto controllo per limitare il rischio di infarto e degli altri eventi cardiovascolari acuti. Il primo fra questi è il colesterolo LDL.

Il colesterolo è un lipide (o grasso) normalmente presente nel circolo sanguigno, e comprende il colesterolo LDL, o “colesterolo cattivo”, e il colesterolo HDL, o “colesterolo buono”. Il colesterolo LDL, se presente in eccesso, danneggia le arterie e aumenta il rischio di infarto, in quanto favorisce la formazione delle placche aterosclerotiche: per questo motivo è fondamentale tenerne sotto controllo i livelli, soprattutto se si ha già avuto un infarto.

I livelli di colesterolo raccomandati dalle linee guida sulle dislipidemie 2019 della Società Europea di Cardiologia (ESC) e della Società Europea dell'Aterosclerosi (EAS) sono:

  • Per i pazienti a rischio molto alto sono raccomandati una riduzione dell’LDL di almeno il 50% rispetto al valore basale e un target di LDL < 55 mg/dL.
  • Per i pazienti a rischio molto alto che hanno un secondo evento vascolare entro 2 anni dal primo (non necessariamente dello stesso tipo) mentre sono in trattamento con statine alla dose massima tollerata è suggerito un target di LDL < 40 mg/dL.
  • Per i pazienti ad alto rischio sono raccomandati una riduzione di almeno il 50% rispetto al valore basale e un target di LDL < 70 mg/dL.
  • Per i soggetti a rischio moderato - ad esempio una persona affetta da diabete mellito senza complicanze - viene suggerito un target di LDL < 100 mg/dl.
  • Per i soggetti a basso rischio è suggerito un target di LDL < 115 mg/dl.

Tra gli altri valori e fattori di rischio da tenere sotto controllo per mantenere il cuore in salute ricordiamo:

  • i trigliceridi - lipidi presenti nella circolazione sanguigna, la cui quantità deve essere inferiore ai 150 mg/dL;
  • l'ipertensione arteriosa, o pressione arteriosa alta - la pressione arteriosa, in condizioni normali, dovrebbe essere al di sotto dei 135 mmHg per la massima e 85 mmHg per la minima, da misurare preferibilmente al mattino e in condizioni di riposo;
  • il diabete mellito - una patologia legata a valori di glucosio del sangue (la glicemia) stabilmente superiori a 126 mg/dL. Nei pazienti diabetici, infatti, il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari aumenta da a 2 a 4 volte rispetto ai soggetti sani.
  • il peso e l’obesità, fattori di rischio anche per l’ipertensione, diabete mellito, dislipidemia - è quindi importante controllare il proprio Indice di Massa Corporea (IMC) e la circonferenza della vita, poiché pesare eccessivamente rispetto alla propria statura e/o un'eccessiva adiposità addominale contribuiscono all’aumento del rischio di sviluppare o peggiorare le patologie cardiovascolari.
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