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Salute Centro / Piazza Carlo Emanuele II

Ecco come lo stress colpisce l'occhio: dalla sensazione del velo all'annebbiamento

Un'azienda torinese ha studiato un integratore che riduce gli effetti della Corioretinopatia Sierosa Centrale

È una malattia dovuta allo stress e colpisce l'occhio. Chi ne soffre ha la sensazione di osservare il mondo circostante attraverso una goccia d’acqua perché percepisce come un velo davanti agli occhi, subisce una riduzione dell’acuità visiva, subirà una distorsione delle immagini e percepirà una sorta di annebbiamento visivo. Si tratta della Corioretinopatia Sierosa Centrale. Grazie al lavoro di un'azienda torinese possono essere limitati i danni. 

Patologia che sarà al centro di un incontro che si terrà domani - venerdì 23 giugno - presso la sala congressi dell’Hotel NH Collection di Piazza Carlina durante il quale verranno presentate le ultime novità su questa grave patologia. Una patologia, piuttosto diffusa che, oltre a rappresentare una difficile sfida per l’oculista, ha nello stress, malattia del nostro tempo, uno dei maggiori fattori di rischio.

L'incontro è patrocinato dal dottor Claudio Panico, Primario del reparto di oculistica dell’ospedale Humanitas Gradenigo che rappresenta un centro di eccellenza nazionale nell’ambito delle patologie oculistiche e avverrà alla presenza del dottor Fabrizio Magonio Responsabile del Servizio Retina Medica dalla Casa di Cura Igea di Milano. Sostenitrice e organizzatrice dell’evento è l’azienda farmaceutica torinese Kura, che da dieci anni è un riferimento importante nell’ambito dell’oculistica italiana. Di sua produzione infatti è il Pixel Notox, un integratore studiato appositamente per intervenire su questa patologia.

Al fine di trovare delle soluzioni concrete per questa particolare patologia è stato condotto uno studio clinico pilota prospettico su 52 occhi di 45 pazienti, di cui 35 uomini (età media 52,2 anni) e 10 donne (età media 54,6 anni) con corioretinopatia sierosa centrale cronica, monolaterale in 36 casi e bilaterale in 8 casi.

I risultati dopo due mesi di trattamento con il farmaco torinese sono stati eccellenti: 23 occhi (44,2%) hanno mostrato un completo riassorbimento del liquido sottoretinico mentre 29 occhi (55,8%) hanno mostrato una rduzione del liquido sottoretinico fluido. Dopo tre mesi, si sono registrate regressioni del liquido sottoretinico in altri 10 occhi (63,5%) e una riduzione in 19 occhi (36,5%). Dopo sei mesi, 9 occhi in più (80,8%) hanno risolto completamente il liquido sottoretinico, gli ultimi 10 occhi lo hanno risolto parzialmente (19,2%).

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