Pranzo di Natale, festeggiamenti in sicurezza: come dobbiamo comportarci

Le raccomandazioni degli esperti

Prima regola il buonsenso. Se sappiamo di essere troppo esposti quest'anno dobbiamo declinare l'invito. Per quanto sia doloroso l'attuale situazione sanitaria dovuta alla pandemia e le notizie degli ultimi giorni raccomandano la massima prudenza in queste festività.

Un nemico come il Coronavirus, così insidioso proprio perchè invisibile, può essere sconfitto soltanto con il massimo grado di responsabilità invididuale. Vanno quindi sempre considerate le norme anticontagio, anche e soprattutto in occasione di occasioni conviviali come il pranzo di Natale.

Il Governo con il decreto n.172 del 18 dicembre 2020  ha di fatto autorizzato le visite a persone non conviventi durante le Feste.

Nel giorno di Natale e negli altri festivi e prefestivi (giorni rossi: 24,25, 26, 27 e 31 dicembre e 1,2,5 e 6 gennaio) si potranno ricevere in casa un massimo di due adulti, che siano familiari o anche amici, a cui si possono aggiungere, senza limiti di numero, bambini sotto i 14 anni di età e persone con disabilità o non autosufficienti, anche in questo caso senza limiti.

Pranzare insieme, nei limiti stabiliti, è dunque consentito dalla legge. Qui di seguito vediamo alcuni consigli per trascorrere un Natale sereno e in sicurezza.

1) Cambiamo l'aria

Consideriamo che più i luoghi sono ridotti nelle dimensioni più siamo esposti al contagio. Il consiglio da tenere a mente è quello di aprire le finestre per circa 10 minuti ogni ora. 

2) Distanziamento di almeno 1 metro e mezzo

Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana malattie infettive (Simit), ha spiegato  ad Agorà, su Raitre, che "il tavolo deve essere sufficientemente grande da poter consentire un distanziamento di almeno un metro o un metro e mezzo fra le persone”. Secondo Andreoni inoltre “sarebbe bene non far sedere i bambini vicino ai nonni”. 

Giovanni Di Perri, professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Torino, ha di recente spiegato a “La Stampa” che sarebbe bene limitare l’evento a persone che già convivono o si sono frequentate di recente, ma se proprio pranzo deve essere meglio anche far sedere vicini i conviventi e ricordare che "la gran parte dei contagi avviene tramite il respiro, per cui finestre e mascherine sono i punti fondamentali da osservare. Sarebbe importante per esempio togliere la Ffp2 solo per mangiare, in particolare gli ultra 65enni, e rimetterla nell’attesa tra le varie portate".

3) Non stare ore a tavola

Massimo Andreoni avverte di tenere in considerazione il "fattore tempo". Più è il tempo i esposizione al virus, maggiore sarà il rischio di contrarre l’infezione. Per questo il consiglio di Andreoni è quello di “non indugiare” troppo “e restare seduti il meno possibile, ovvero mangiare più rapidamente, evitando di stare per ore intorno alla tavola, come spesso avviene a Natale".

4) Adottare comportamenti prudenti

Non bisogna esporsi a comportamenti a rischio nei giorni che precedono il pranzo. La prudenza non è mai troppa soprattutto per proteggere gli anziani e le persone più a rischio. Un conto è incontrarle dopo essere rimasti 15 giorni in casa, un altro se si sono adottati comportamenti più a rischio.

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