Emergenza Coronavirus, cosa succede in caso di esito positivo dei tamponi

Lo spiega la ASL

ANSA

La ASL di Torino, dopo aver chiarito le differenze tra quarantena e isolamento domiciliare, spiegando cosa bisogna fare per isolarsi nella propria abitazione, ha spiegato cosa succede in caso di esito positivo del tampone. Qui di seguito troverete tutte le casistiche e cosa bisogna fare.

1) Positivi asintomatici

Se il tampone risulta “positivo”, dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, si ripete il tampone molecolare. Se quest’ultimo ha esito negativo (quindi 10 giorni + test), si può riprendere la vita sociale.

2) Positivi sintomatici

Se il tampone risulta positivo e sono presenti sintomi, il tampone si ripete dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi, di cui gli ultimi tre giorni in assenza di sintomi. Se il tampone molecolare ha esito negativo (quindi 10 giorni, di cui almeno 3 senza sintomi + test), si può riprendere la vita sociale.

La ASL sottolinea, per i casi sopra descritti, che ai fini della revoca dell’isolamento non si potrà considerare valido un test rapido. L’unico tampone che permette di revocare l’isolamento della persona positiva deve essere un test molecolare eseguito a queste condizioni:

  • non devono essere trascorsi meno di 10 giorni dal primo tampone di diagnosi positivo;
  • al momento dell’esecuzione del tampone di controllo la persona deve essere sempre asintomatica da almeno 3 giorni (gli unici sintomi ammessi sono la mancanza di gusto e olfatto).

3) Casi positivi a lungo termine e senza sintomi

Se il tampone continua a risultare positivo anche al 10° giorno, si potrà interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla data del primo tampone positivo. In alcune condizioni particolari (es. immunodepressi, persone che vivono/sono a contatto con pazienti fragili) potrebbe essere necessario prorogare la durata dell’isolamento oltre il 21° giorno a seguito di ulteriore valutazione da parte degli operatori di sanità pubblica.

4) Casi positivi a lungo termine con presenza di sintomi

Se il tampone continua a risultare positivo anche al 10° giorno, si potrà interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla data di comparsa dei sintomi, i quali devono essere scomparsi da almeno una settimana (sono ammessi solo mancanza di gusto e olfatto che possono persistere a lungo). In alcune condizioni particolari (es. immunodepressi, persone che vivono/sono a contatto con pazienti fragili) potrebbe essere necessario prorogare la durata dell’isolamento oltre il 21° giorno, a seguito di ulteriore valutazione da parte degli operatori di sanità pubblica.

ATTENZIONE: Per i due casi sopradescritti, ai fini della Certificazione di fine isolamento la persona positiva deve essere asintomatica da almeno 7 giorni (sono ammessi solo mancanza di gusto e olfatto che possono persistere a lungo).

Precisazioni:

Le persone asintomatiche, possono contagiare gli altri; è per questo che devono stare in isolamento.

L'esito indeterminato del tampone viene considerato come equivalente all'esito positivo sia per gli asintomatici che per i sintomatici.

Gli operatori del SISP (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) hanno il compito di contattare le persone positive e di monitorare lo stato di salute e gli eventuali sintomi, anche attraverso un questionario autocompilato.

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